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Angelica Viotto muore a 31 anni dopo aver partorito, la famiglia: “Non era ina gravidanza a rischio, vogliamo la verità”

Angelica Viotto, 31 anni di Pinerolo, muore dopo il parto. La famiglia parla di gravidanza senza rischi e chiede verità, aperta un’inchiesta.

Doveva essere il giorno più felice, si è trasformato in una tragedia che ora scuote Pinerolo e l’intera provincia di Torino, mentre la morte di Angelica Viotto dopo il parto apre interrogativi e tensioni.

Angelica Viotto muore dopo il parto: il dramma a Pinerolo

La giovane Angelica Viotto, 31 anni, si era recata all’ospedale “Edoardo Agnelli” di Pinerolo per dare alla luce la sua bambina, al termine di una gravidanza definita serena e senza particolari criticità.

Il parto è avvenuto nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo, ma subito dopo qualcosa è cambiato drasticamente.

Secondo quanto ricostruito, nelle ore successive alla nascita sono insorte complicazioni cliniche che hanno richiesto un intervento immediato del personale sanitario.

Le condizioni della donna si sono aggravate rapidamente, rendendo necessario il trasferimento d’urgenza nel reparto di rianimazione delle Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Nonostante i tentativi di salvarla, Angelica Viotto è deceduta lunedì 16 marzo, lasciando la sua bambina appena nata.

L’AslTo3, da cui dipende l’ospedale, ha confermato che durante il parto si è verificata una complicanza clinica e che i medici hanno attivato tutte le procedure previste per affrontare l’emergenza.

L’inchiesta e i dubbi della famiglia sulla gravidanza

La morte della 31enne ha portato all’apertura di un’inchiesta per chiarire quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità.

Al momento non risultano indagati, ma la Procura ha già acquisito tutta la documentazione clinica messa a disposizione dall’azienda sanitaria.

La famiglia di Angelica Viotto, assistita dall’avvocato Roberto Macchia, ha espresso dubbi e chiesto con forza di accertare la verità.

«Al giorno d’oggi – commenta a nome della famiglia – non si muore di parto. È una drammatica tragedia e vogliamo capire la verità. Al momento la bimba sta bene. Ma nasce orfana e questo è un grande dolore per tutti. Se ci sono stati errori, vogliamo saperlo. Se un errore c’è stato, non deve ripetersi. Non era una gravidanza a rischio».

Parole che evidenziano il contrasto tra il decorso apparentemente regolare della gravidanza e l’esito improvviso e drammatico del parto.

Autopsia e accertamenti: cosa si vuole chiarire

Gli accertamenti saranno decisivi per comprendere le cause del decesso e stabilire se la complicanza fosse prevedibile o evitabile.

La famiglia ha nominato un consulente di parte che seguirà l’autopsia, passaggio fondamentale per ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore successive al parto.

«Questa donna era entrata in ospedale convinta che sua figlia sarebbe nata con parto naturale e in tempi rapidi. Questa cosa non doveva succedere. Come è stato possibile? Ci affidiamo ai tecnici per capire le valutazioni. Speriamo di avere indicazioni in tempi non troppo lunghi. Anche noi abbiamo nominato un consulente per l’autopsia».

L’azienda sanitaria ha dichiarato di aver agito con la massima trasparenza, mettendo subito a disposizione degli inquirenti tutti i documenti necessari per le verifiche.

La vicenda resta ora al vaglio della Procura, mentre si attendono gli esiti degli esami medico-legali che potranno chiarire eventuali responsabilità o escludere errori.

Published by
Emanuele Larocca

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