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Feltri contro Meloni dopo il referendum: “Reazione scomposta, non capisco cosa stia facendo”

Vittorio Feltri critica Giorgia Meloni dopo il referendum e difende Daniela Santanché, attaccando anche opposizione e clima politico post voto con dichiarazioni durissime.

Referendum e Giorgia Meloni: l’affondo di Vittorio Feltri

Dopo l’esito del referendum sulla giustizia, il dibattito politico continua a essere segnato da reazioni forti e spesso polemiche. Tra le voci più nette si registra quella di Vittorio Feltri, che in un’intervista ha espresso un giudizio severo nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il direttore ha manifestato evidente irritazione per quanto accaduto dopo il voto, criticando la gestione politica successiva alla consultazione. In particolare, Feltri ha definito eccessiva la reazione della premier, sottolineando come il cambio di atteggiamento sia apparso improvviso e difficilmente comprensibile.

“È una reazione scomposta, un mutamento talmente improvviso e inatteso che non riesco neanche a commentarlo”.

Nel corso dell’intervista, Feltri ha anche ridimensionato il significato politico del risultato referendario, sostenendo che non abbia prodotto effetti concreti sugli equilibri del potere.

Daniela Santanché al centro: Feltri la difende

Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata alla figura di Daniela Santanché, recentemente al centro di polemiche e dimissioni. Feltri ha preso posizione in sua difesa, criticando le pressioni politiche che hanno portato alla richiesta di lasciare l’incarico.

“È un fatto certo che la Santanché sia una furbacchiona. Naturalmente, quando dovevano cacciarla per motivi legati alle sue vicende economiche e giudiziarie, è stata difesa e ha ben goduto di questo beneficio, senza dire una parola. Detto ciò, questa cazzata qui del referendum, che cosa c’entra con le sue dimissioni?”.

Secondo il direttore, la richiesta di dimissioni sarebbe stata priva di fondamento logico e motivata esclusivamente da dinamiche politiche.

Per lui, infatti, chiedere le dimissioni della ministra “è stata un’assurdità, una manovra politica insensata”.

Non è mancata una battuta personale, riferita ai rapporti diretti con la Santanché:
“Quando siamo andati a cena insieme ho sempre pagato io, è una cosa a cui sono purtroppo abituato”.

Paragone con Matteo Renzi e attacco all’opinione pubblica

Nel prosieguo dell’intervista, Feltri ha accettato anche un paragone tra l’attuale fase politica e quanto accaduto in passato con Matteo Renzi, dopo la sconfitta referendaria del 2016.

“È una giusta osservazione. Renzi volava, prima di perdere quell’elezione, poi per gi italiani è diventato un mezzo pirla. E tuttora rimane un coglioncione agli occhi di molti. La verità è che la gente è fatta così, cambia idea ogni cinque minuti. Siamo in un mondo di imbecilli”.

Infine, il direttore ha ribadito la propria posizione sul risultato del referendum, minimizzandone l’impatto politico e criticando anche le opposizioni, in particolare Giuseppe Conte ed Elly Schlein.

“Ma che vuole da me? La vittoria del No non porta proprio a niente. Conte e Schlein si comportano come se fossero a un tiro di schioppo da Palazzo Chigi, ma la verità è che tutto rimane come prima. Chissenefrega”.

Feltri ha inoltre chiuso con una considerazione ironica sulla premier, suggerendo che potrebbe reagire simbolicamente “votandosi a Sant’Antonio”.

Published by
Claudia De Napoli

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