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Capezzone senza freni contro la Schlein e Conte: “Festeggiano il referendum ma sondaggi premiano Meloni”

Daniele Capezzone critica l’euforia della sinistra dopo il referendum, sostenendo che i sondaggi premiano Giorgia Meloni e che l’opposizione sopravvaluta il risultato.

Referendum e Daniele Capezzone: scontro in tv sulla vittoria del No

Il clima politico dopo il referendum sulla giustizia continua a essere segnato da tensioni e scontri televisivi. Nel corso della trasmissione “4 di sera”, condotta da Paolo Del Debbio, si è acceso un confronto tra esponenti del centrosinistra e il direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone.

In studio, Paolo Cento e Laura Morani hanno espresso soddisfazione per il risultato del voto, mostrando entusiasmo per la vittoria del “No”. Una posizione che Capezzone ha immediatamente ridimensionato, sottolineando come si tratti di un successo isolato dopo anni di sconfitte.

“Hanno vinto, è la prima volta che vincono da vent’anni e quindi stanno tutti allegri e pimpanti”.

La replica ha acceso ulteriormente il confronto, con reazioni immediate da parte degli esponenti del centrosinistra: “Stacci”, “Siamo allegri, gli altri rosicano”.

Dimissioni e governo Meloni: la lettura politica di Capezzone

Nel dibattito è stato affrontato anche il tema delle dimissioni che hanno coinvolto esponenti del governo, tra cui Daniela Santanchè e Andrea Delmastro. Secondo Capezzone, tali decisioni non sarebbero legate a questioni giudiziarie, ma a una scelta politica finalizzata a rilanciare l’azione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

“Se le dimissioni della ministra fossero legate al mero fatto di avere ricevuto un avviso di garanzia sarebbe un grave errore. Io non penso che sia questo, io penso che invece sia stato un tentativo molto comprensibile di chiedere a delle persone che erano molto esposte nelle polemiche di questi mesi di aiutare il Governo a voltare pagina. Questo è il cuore della questione”.

Nel corso dell’intervento, Capezzone ha inoltre criticato l’atteggiamento del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, accusandolo di esprimere giudizi sulla vicenda Santanchè.

Sondaggi, scenari politici e il rischio stallo

Un altro punto centrale del confronto riguarda i sondaggi successivi al referendum. Capezzone ha sostenuto che, nonostante l’entusiasmo della sinistra, i dati demoscopici continuerebbero a premiare Giorgia Meloni.

“È tenerissimo il fatto che voi stavate con questo sorriso, dopo di che sono usciti i primi sondaggi dopo il referendum e voi avete la freccia in giù, la Meloni ha di nuovo la freccia all’insù”.

L’analisi si è poi allargata a possibili scenari futuri, con il direttore che ha ipotizzato il rischio di una fase politica segnata da instabilità e da un eventuale ritorno a governi tecnici.

“C’è un grumo di poteri mediatici, finanziari, di deep state italiano, che hanno un desiderio: di tenere questo governo sulla graticola per 12 mesi, che poi si vada alle elezioni e non ci sia un vincitore”.

Secondo questa lettura, il rischio sarebbe quello di una fase di stallo istituzionale, con consultazioni prolungate e soluzioni tecniche.

In chiusura, Capezzone ha invitato le forze politiche a concentrarsi su programmi concreti, indicando al centrodestra priorità come fisco, sicurezza e immigrazione, mentre al centrosinistra ha suggerito di costruire una proposta politica condivisa.

“O fate questo e allora avremo una vittoria di un buon centrodestra, oppure, spero di no, una vittoria del centrosinistra, che sarebbe legittima, o voi farete la scolaresca allegra ma poi, quando arriva il preside dal Quirinale con il vicepreside tecnico, vi commissaria tutti quanti”.

Published by
Emanuele Larocca

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