Roberto Saviano accusa Giorgia Meloni di aver chiesto le dimissioni di Santanchè e Delmastro per proteggere il governo dopo il referendum e per timore politico.
Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè e Andrea Delmastro, il dibattito politico si arricchisce di nuove interpretazioni. Tra queste, quella dello scrittore Roberto Saviano, intervenuto nel corso della trasmissione televisiva “Otto e Mezzo” su La7.
Secondo Saviano, la decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni rappresenterebbe una scelta strategica legata alla necessità di tutelare l’immagine dell’esecutivo, in un momento segnato dalla sconfitta referendaria. Una decisione che, a suo giudizio, segna una discontinuità rispetto alla linea mantenuta fino a pochi giorni prima, quando la premier aveva difeso entrambi gli esponenti di Fratelli d’Italia.
“Una mossa tattica” quella di Meloni, anche “maldestra”, ha affermato Saviano, sottolineando come l’obiettivo fosse quello di evitare ulteriori ripercussioni politiche legate alle vicende giudiziarie.
Nel corso del suo intervento, Roberto Saviano ha offerto una lettura particolarmente critica della scelta della premier, sostenendo che le dimissioni siano state una risposta diretta alle pressioni giudiziarie.
“Ve li do io, sta dicendo questo”, ha dichiarato, aggiungendo che Giorgia Meloni avrebbe di fatto “consegnato ai magistrati” sia Andrea Delmastro sia Daniela Santanchè.
Lo scrittore ha ricordato come le vicende giudiziarie dei due esponenti non siano recenti. La Santanchè è coinvolta in diverse inchieste avviate negli ultimi anni, mentre Delmastro è stato condannato in primo grado per rivelazione di segreti d’ufficio nel caso legato ad Alfredo Cospito.
Secondo Saviano, il cambiamento di posizione della premier non verrebbe percepito come una contraddizione politica, ma come una conseguenza della logica del consenso.
“Il consenso legittimi qualsiasi tipo di strategia”.
In questa prospettiva, la sconfitta al referendum avrebbe inciso sull’orientamento della leadership, spingendo verso scelte più drastiche.
Un altro passaggio centrale dell’analisi riguarda la fase politica attraversata dal governo. Saviano ha sostenuto che, per la prima volta, emergerebbe una difficoltà interna nella gestione del consenso e del controllo politico.
“Si vede per la prima Giorgia Meloni con paura”.
Secondo lo scrittore, questa condizione deriverebbe anche da una percezione di minore controllo sugli equilibri interni al partito e sull’elettorato.
Le dimissioni della Santanchè, inoltre, segnerebbero un cambiamento nel metodo adottato dal governo nei confronti delle vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti politici. Saviano ha evidenziato come questa scelta possa aprire a un nuovo criterio: quello delle dimissioni in presenza di indagini.
“Da domani chiunque è sotto indagine nel governo dovrà dare le dimissioni“.
Il quadro politico resta quindi in evoluzione, con effetti che, secondo diverse interpretazioni, potrebbero estendersi anche agli equilibri interni delle altre forze politiche, come dimostrato dalle dinamiche in atto in Forza Italia, dove si registrano movimenti e possibili cambiamenti nei ruoli di vertice.
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