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Cerno senza sconti con la sinistra: “Rave finito”, poi accusa: “Campo largo nel caos”

Tommaso Cerno critica il centrosinistra dopo il referendum: “Festa già finita”, accusa divisioni interne e attacchi a Meloni, mentre emergono nuove tensioni politiche.

Tommaso Cerno contro la sinistra dopo il referendum

Nel giorno della manifestazione di Askatasuna, arrivano parole durissime da parte di Tommaso Cerno, che fotografa un centrosinistra in difficoltà dopo l’esito referendario. “Nel giorno della piazza di Askatasuna, possiamo dire che la festa della sinistra è già finita”.

Il giornalista e opinionista prosegue con un giudizio netto sull’onda politica successiva al voto: “L’ubriacatura referendaria è durata solo qualche giorno e ora il Campo largo torna in mano a quell’area radicale che ormai da un anno detta la sua agenda”.

Secondo Cerno, il ritorno a dinamiche già viste sarebbe imminente: “Torneranno i tazebao incendiati con la foto di Giorgia Meloni e in fondo tutto tornerà come prima”. Un passaggio che evidenzia una critica diretta alla gestione politica e simbolica delle proteste.

“Mal di testa per Schlein e Conte”, accuse sul campo largo

Nel suo intervento, Tommaso Cerno chiama in causa direttamente i leader del centrosinistra, sottolineando le difficoltà interne. “Perché quel fortissimo mal di testa che sentono Elly Schlein e Giuseppe Conte non ha nulla a che vedere con lo stato di salute del governo Meloni”.

Una lettura che separa la tenuta dell’esecutivo dalle tensioni dell’opposizione: “Il fronte del No è ormai il fronte del Forse e si è già sciolto al sole primaverile, come tutte le battaglie antagoniste che si nutrono di rabbia, disagio e ipocrisia”.

Parole che puntano a evidenziare una mancanza di coesione politica, con il cosiddetto campo largo descritto come incapace di mantenere una linea unitaria.

“Non è stato scontro giuridico ma politico”, affondo finale

Cerno spinge l’analisi oltre, sostenendo che il referendum non abbia rappresentato un vero confronto tecnico. “La festa, che in realtà era una specie di rave abusivo, è già finita”.

E ancora: “Non si sono scontrate due visioni della giurisprudenza, ma al contrario sono emerse le contraddizioni interne ai fronti solo apparentemente opposti”.

Infine, un passaggio sulle dinamiche politiche più ampie: “Infatti, per riportare lo scontro tra le due coalizioni, c’è bisogno degli autonomi, degli anarchici e degli islamisti”.

Il quadro delineato si completa con un riferimento agli equilibri politici attuali: “Nell’imbarazzo degli pseudo-centristi che ancora si barcamenano tra un governo che ha accusato il colpo e rivendica il dovere-diritto di proseguire la legislatura ma non teme il voto e un’opposizione che sfrutta la crisi internazionale e le contraddizioni dell’Occidente ma che, messa di fronte alle urne davvero, ne ha più paura della maggioranza”.

Published by
Lorenzo Costantino

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