Scontro tra Guido Crosetto e Stefano Feltri sul caso Sigonella: il ministro replica duramente alle accuse dopo il presunto stop italiano ai bombardieri americani.
È scontro diretto tra Guido Crosetto e Stefano Feltri sulla gestione della base di Sigonella, finita al centro delle polemiche dopo alcune indiscrezioni sulla mancata autorizzazione ai voli americani.
Il confronto si è consumato pubblicamente sui social, dove il giornalista ha chiamato in causa il ministro della Difesa, citando informazioni rilanciate anche da Michele Arnese.
“Dunque Guido Crosetto ha mentito al Parlamento quando poche settimane fa ha assicurato che questa decisione sarebbe stata presa soltanto in quella sede, su espressa richiesta di Giorgia Meloni?”, ha scritto Stefano Feltri, sollevando dubbi sulla gestione istituzionale della vicenda.
La replica del ministro è stata immediata e dai toni duri: “Ma ci è o ci fa?”.
Feltri ha poi rincarato: “Avete detto in Parlamento che a) non c’era alcuna richiesta americana b) il problema non si sarebbe mai posto c) se il problema si fosse mai posto, avreste coinvolto il Parlamento. Lo avete detto, lei e Tajani, in Parlamento. Alle vostre informative che peso bisogna dare? Zero?”.
Al centro della vicenda c’è la base militare di Sigonella, in Sicilia, e la richiesta degli Stati Uniti di utilizzarla per operazioni legate al conflitto in Medio Oriente.
Secondo quanto emerso, l’Italia avrebbe negato l’autorizzazione all’uso della struttura per alcuni bombardieri americani.
Le informazioni indicano che il piano di volo sarebbe stato comunicato quando gli aerei erano già in viaggio, senza il necessario passaggio preventivo previsto dagli accordi tra i due Paesi.
Una circostanza ritenuta anomala e non conforme alle procedure stabilite.
La decisione finale sarebbe stata assunta da Guido Crosetto, dopo un confronto con il capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano.
Dalle verifiche effettuate sarebbe emerso che i voli non avevano natura logistica o ordinaria, elemento che avrebbe escluso la possibilità di autorizzazione automatica.
Su mandato del ministro, lo stesso Luciano Portolano avrebbe quindi comunicato al comando statunitense che i velivoli non potevano atterrare a Sigonella in assenza delle autorizzazioni necessarie.
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