Giuseppe Cruciani attacca dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali e chiede a Giorgia Meloni di intervenire subito per le dimissioni di Gabriele Gravina.
L’eliminazione dell’Italia ai rigori contro la Bosnia continua a provocare reazioni dure, anche fuori dall’ambito sportivo.
A intervenire con toni netti è stato Giuseppe Cruciani, conduttore radiofonico, che ha chiamato direttamente in causa Giorgia Meloni.
Nel corso del podcast Numer1, il giornalista ha lanciato un appello esplicito al presidente del Consiglio e al ministro dello Sport:
“L’appello che uno deve fare in queste ore è al presidente del Consiglio e al ministro dello Sport: devono intervenire immediatamente attraverso il Coni, attraverso le loro pressioni, attraverso i canali che hanno: sono molti, lo sappiamo…”.
Secondo Giuseppe Cruciani, la politica non può restare spettatrice di fronte a una crisi così evidente del calcio italiano.
Il bersaglio principale resta il presidente della Figc, Gabriele Gravina, già al centro delle critiche dopo la mancata qualificazione ai Mondiali.
Giuseppe Cruciani ha chiesto apertamente un cambio ai vertici.
“Non nascondiamoci dietro i balletti, dietro le cose burocratiche. La Meloni intervenga e faccia dimettere Gravina oggi o domani in qualche modo. Faccia sentire la pressione di un governo che dice bisogna cambiare. Questo bisogna fare…”.
Il conduttore ha poi respinto l’idea che lo sport debba restare totalmente autonomo dalla politica:
“nascondersi dietro “lo sport deve rimanere autonomo, l’autonomia dello sport”… Tutte str***ate, lo sappiamo!”.
E ancora, ribadendo la richiesta:
“Faccia dimettere Gravina e non se ne parli più. Poi lo sport deciderà in maniera autonoma qual è la strada migliore…”.
Le richieste di dimissioni non arrivano solo da Giuseppe Cruciani.
Anche dal fronte politico si alza la pressione.
Il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè ha espresso una posizione altrettanto dura, ricordando di aver chiesto da tempo un passo indietro a Gabriele Gravina.
“È da oltre due anni che chiedo a Gabriele Gravina, inutilmente, di fare un passo indietro dalla presidenza della Figc. Ogni volta il sistema di potere costruito intorno a lui si è coalizzato e lo ha sempre difeso”.
Nel suo intervento, Giorgio Mulè ha collegato direttamente la gestione federale all’ennesima esclusione dai Mondiali:
“Oggi che la Nazionale di calcio e l’Italia intera viene umiliata con una nuova eliminazione dai mondiali, s’ode il coro “Dimissioni, dimissioni…”. Ma quello di oggi è il frutto avvelenato di una gestione antica senza visione”.
Il clima attorno alla Figc si fa quindi sempre più teso, mentre cresce il fronte di chi chiede un cambio immediato alla guida del calcio italiano.
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