Matteo Renzi negli studi de LA7 durante il programma televisivo ''Tagad‡'', Roma, 21 ottobre 2024. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Matteo Renzi accusa il governo dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali e denuncia amichettismo, raccomandazioni e interferenze politiche nel sistema calcio.
Dopo la terza eliminazione consecutiva dell’Italia dai Mondiali, il dibattito politico si infiamma.
A intervenire con parole dure è stato Matteo Renzi, che ha puntato il dito contro il sistema e contro il governo.
Secondo l’ex presidente del Consiglio, la mancata qualificazione non può essere liquidata come un episodio sportivo.
Il calcio, ha spiegato, rappresenta un settore centrale per il Paese, sia dal punto di vista economico sia culturale.
In un messaggio diffuso sui social, Matteo Renzi ha scritto:
“La terza eliminazione consecutiva dell’Italia dai mondiali di calcio non è un pesce d’aprile, purtroppo. È il segno del fallimento del calcio italiano. Non capire che per il nostro Paese il pallone non è solamente un divertimento ma un pezzo di cultura e di identità popolare è l’errore più grave di una classe dirigente che, in federazione come in alcuni club, pensa di andare avanti tra raccomandazioni e amichettismo, vivendo di piccoli inciuci. E di servilismo verso la politica…”.
Nel suo intervento, Matteo Renzi ha fatto riferimento anche a dinamiche interne al sistema calcio che, a suo dire, avrebbero inciso negativamente sulla crescita del movimento.
“Si assumono i figli dei ministri ma non ci si occupa dei ragazzi che vorrebbero sognare un calcio diverso. Chi conosce che cosa è accaduto negli ultimi anni, sa bene a cosa mi riferisco. Non voglio dire di più…”.
Parole che evocano scenari delicati e che lasciano intendere la presenza di logiche non meritocratiche.
Un passaggio che alimenta ulteriormente le tensioni tra politica e mondo sportivo.
L’ex premier ha annunciato che il tema sarà approfondito pubblicamente nei prossimi giorni.
Matteo Renzi ha infatti confermato l’intenzione di organizzare un’iniziativa politica per analizzare le cause della crisi.
“Lo faremo prestissimo in una riunione pubblica di Italia Viva dove ascolteremo il parere degli addetti ai lavori e diremo le nostre idee sul futuro del calcio italiano. Che mai come oggi va rifondato da zero, a cominciare dai diritti TV e dagli stadi. E senza interferenze del Palazzo”.
L’iniziativa mira a mettere al centro il futuro del sistema calcio, tra riforme strutturali e nuove regole.
Il confronto politico resta aperto, mentre le polemiche sulla gestione del calcio italiano continuano a crescere.
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