Roberto Vannacci collega l’eliminazione dell’Italia ai Mondiali all’eccesso di stranieri in Serie A e attacca il sistema che penalizzerebbe i giovani italiani.
Dopo la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali, anche Roberto Vannacci interviene nel dibattito con una posizione netta.
Il leader di Futuro Nazionale attribuisce la crisi del calcio italiano a un fattore preciso: la presenza crescente di giocatori stranieri nei campionati nazionali.
Attraverso i suoi canali social, Roberto Vannacci ha dichiarato:
“La Serie A oggi è il campionato più ricco di stranieri in Europa: il 67,5% dei giocatori non è italiano, 384 su 569, una percentuale che supera perfino la Premier League. Questo modello orientato al business favorisce i club ma svuota il vivaio nazionale. La Nazionale, infatti, può pescare solo da un bacino che rappresenta il 30% del campionato. Il risultato è una crisi strutturale, confermata dalla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali e da anni di mancati investimenti sui giovani…”.
Secondo questa analisi, il problema non sarebbe legato agli episodi di campo, ma a una trasformazione più profonda del sistema.
Nel suo intervento, Roberto Vannacci ha criticato la strategia adottata dai club italiani, accusati di privilegiare il rendimento immediato rispetto alla crescita dei talenti locali.
“I club oggi vedono la maglia azzurra come un fastidio che non produce ricavi e preferiscono acquistare giocatori stranieri già pronti, invece di far crescere talenti italiani. Questo atteggiamento sta allontanando i giovani dal calcio e indebolendo il movimento. Anche il calcio e tutto lo sport rappresenta un interesse nazionale poiché ha un suo peso culturale ed economico oltre che identitario. Queste regole vanno riviste soprattutto nei settori giovanili”.
Una posizione che richiama il tema della valorizzazione dei vivai e della necessità di rivedere le regole del sistema.
Il messaggio finale di Roberto Vannacci sintetizza la sua lettura della crisi.
Una valutazione destinata a far discutere nel dibattito politico e sportivo.
“L’immigrazione distrugge anche il calcio”.
Le dichiarazioni si inseriscono in un contesto già segnato da forti polemiche dopo l’eliminazione contro la Bosnia, mentre il confronto sulle cause del declino della Nazionale resta aperto.
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