Italia & Dintorni

Crans-Montana, sopravvissuti accusano: “Vite distrutte”, richieste milionarie e governo pronto allo scontro

Crans-Montana, sopravvissuti chiedono risarcimenti milionari dopo il rogo: ustioni, traumi e vite segnate. Il governo italiano si costituisce parte civile nel processo.

Il dolore ha finalmente un prezzo, ma non basta a cancellare le ferite profonde lasciate dalla tragedia di Crans-Montana, dove i sopravvissuti iniziano a chiedere giustizia tra cicatrici fisiche e traumi psicologici devastanti.

Crans-Montana, risarcimenti choc per vite distrutte e traumi permanenti

Le testimonianze raccolte nelle carte giudiziarie raccontano esistenze completamente stravolte. Anais non si riconosce più: ustioni diffuse, cicatrici permanenti e interventi chirurgici che la accompagneranno per anni. «Sulla mia mano sinistra dovrà essere amputata la prima falange di ogni dito», ha dichiarato, spiegando di essersi risvegliata dopo due mesi di coma e di aver scoperto una realtà irreversibile.

Per lei, il dolore si traduce in una richiesta di risarcimento senza precedenti: 50 milioni di franchi. Una cifra che rappresenta non solo le conseguenze fisiche, ma anche l’impatto devastante sulla qualità della vita futura.

Accanto a lei, numerosi altri sopravvissuti del locale Constellation cercano di quantificare un danno che, per molti, resta incalcolabile. Le loro storie emergono come un mosaico di sofferenza che va ben oltre le ustioni: attacchi di panico, isolamento sociale, incubi ricorrenti e una quotidianità che non tornerà mai quella di prima.

Giovani segnati per sempre: incubi, isolamento e scuola abbandonata

Tra i casi più emblematici c’è quello di Lily-Rose, studentessa del terzo anno di liceo. Le ustioni al volto, alle braccia e alla schiena hanno compromesso non solo il suo aspetto fisico, ma anche la sua capacità di vivere normalmente. «Non mi sento a mio agio in molti luoghi, mi è difficile spiegare il perché», ha raccontato.

Il trauma si manifesta anche nei gesti più semplici: «Un locale all’aperto su una terrazza. Non sono riuscita a restarci più di 15 minuti». Gli incubi sono frequenti, i ricordi della notte del rogo riaffiorano continuamente, insieme alla perdita di amici stretti. Anche lei ha avanzato una richiesta di risarcimento di 25 milioni di franchi, identica a quella del fratello, presente quella notte.

Le conseguenze colpiscono anche altri giovani come Andy, che ha visto la sua vita sociale annullata: «Oggi farlo è diventato impossibile». Per lui il danno è stimato in almeno un milione di euro.

Ancora più drammatica la situazione di Axel, che al ritorno a scuola ha chiesto di restare isolato dagli altri studenti, incapace di sostenere la presenza dei compagni. I genitori raccontano un cambiamento radicale: «Ma ora non vuole andare più al liceo».

Svolta giudiziaria e tensione politica: il governo italiano entra nel processo

Mentre le richieste di risarcimento aprono un nuovo fronte giudiziario, emergono anche elementi rilevanti dalle indagini. All’interno del Constellation sono stati ritrovati due registratori di cassa e una borsa contenente 2.500 franchi, probabilmente parte dell’incasso della serata.

Parallelamente cresce la tensione istituzionale. Dopo le polemiche iniziali, l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado è rientrato in Svizzera, mentre il governo italiano ha ufficializzato la decisione di costituirsi parte civile nel procedimento.

Nel frattempo, il dolore delle famiglie si trasforma anche in iniziative concrete: per ricordare una delle vittime italiane, Chiara Costanzo, i genitori Andrea Costanzo e Giovanna Lanella hanno dato vita a una fondazione in sua memoria.

Le indagini e il processo proseguono mentre le richieste milionarie dei sopravvissuti delineano un quadro sempre più complesso, in cui giustizia, responsabilità e risarcimento si intrecciano con storie personali segnate per sempre.

Published by
Claudia De Napoli

This website uses cookies.