Il sondaggio di Alessandra Ghisleri mostra centrodestra in testa ma senza sicurezza, Pd in crescita e indecisi decisivi per eventuali elezioni anticipate.
L’ipotesi di un ritorno alle urne resta sul tavolo politico, ma i dati più recenti delineano uno scenario tutt’altro che definito. Il sondaggio realizzato da Alessandra Ghisleri per Realpolitik (Only Numbers, 30-31 marzo 2026) evidenzia un equilibrio ancora fragile tra le principali forze in campo.
Se si votasse oggi, il centrodestra si confermerebbe davanti, ma senza un margine rassicurante. Fratelli d’Italia resta primo partito con il 27,5%, un risultato che consolida la leadership ma che appare più come una fase di stabilizzazione che di crescita. Al suo fianco, Forza Italia all’8,7% e la Lega all’8,0% mantengono la tenuta della coalizione.
A questi si aggiunge il 3,2% di Futuro Nazionale, formazione collegata a Roberto Vannacci, che potrebbe risultare determinante nei numeri complessivi. Resta però aperta la questione politica delle alleanze, mentre Noi Moderati si ferma allo 0,7%.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico sale al 23,0%, confermando un trend di recupero già emerso nelle ultime settimane. La distanza con Fratelli d’Italia si riduce, rendendo il confronto meno sbilanciato rispetto al passato recente.
Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,0%, mantenendo una posizione stabile che lo rende potenzialmente decisivo in qualsiasi schema di coalizione. Alleanza Verdi e Sinistra raggiunge il 6,7%, consolidando la propria presenza nel panorama politico.
Più frammentata invece l’area centrista: Azione è al 3,3%, Italia Viva al 2,5% e +Europa all’1,4%. Numeri che, pur rilevanti, non consentono la costruzione autonoma di un terzo polo competitivo e che rischiano di pesare solo in caso di alleanze più ampie.
Il dato più significativo che emerge dalla rilevazione riguarda però il quadro complessivo delle coalizioni. Il confronto tra centrodestra e centrosinistra allargato appare sempre più vicino a un sostanziale pareggio.
In questo contesto, il ruolo di Roberto Vannacci e del suo Futuro Nazionale diventa centrale: la sua eventuale inclusione o esclusione potrebbe modificare sensibilmente gli equilibri finali, ma comporta anche possibili tensioni interne, soprattutto con Forza Italia e parte della Lega.
A pesare in maniera decisiva è però un altro elemento: il 44,2% tra indecisi e astensione. Un dato che supera qualsiasi forza politica e che rappresenta la vera incognita del voto.
Quasi un elettore su due, allo stato attuale, non esprimerebbe una scelta. Un fattore che rende ogni previsione estremamente incerta e che lascia aperti tutti gli scenari, anche in vista di eventuali elezioni anticipate.
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