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Prodi affonda Conte: “Così si perde, primarie inutili ora”

Romano Prodi critica primarie e strategia del centrosinistra, attacca Giuseppe Conte e frena sul federatore. Divisioni interne mentre Giorgia Meloni resta avvantaggiata.

Romano Prodi boccia primarie: “Così si perde”

Le tensioni nel centrosinistra si intensificano dopo le dichiarazioni di Romano Prodi, che interviene con parole particolarmente dure sul dibattito interno tra primarie, leadership e assetto della coalizione. L’ex presidente del Consiglio, intervenuto a Sky Tg24, ha lanciato un avvertimento netto: «Se continua così tutte sono persone giuste per perdere».

Il fondatore dell’Ulivo ha sottolineato come l’attuale confronto interno rischi di trasformarsi in un elemento di debolezza, capace di favorire indirettamente gli avversari politici. «Una gara fatta oggi vuol dire litigare e lasciare spazio ai cinque gol della Bosnia. Si viene a creare questa situazione», ha aggiunto, utilizzando un paragone calcistico per descrivere le divisioni interne.

Secondo Romano Prodi, affrontare ora una competizione interna per la leadership rappresenterebbe un errore strategico, perché anticiperebbe conflitti senza aver prima costruito una visione condivisa.

Scontro con Giuseppe Conte e stop al federatore

Nel mirino dell’ex premier anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, criticato apertamente per la proposta di rilanciare le primarie. «Io davvero non capisco perché Conte abbia fatto questa mossa, una mossa che mette ancora più in crisi», ha dichiarato.

Prodi ha inoltre escluso che esistano oggi le condizioni per individuare un federatore della coalizione, invitando a rinviare ogni discussione sulla leadership. «Prima si faccia squadra, prima si discuta di tattica e strategia e di quello che bisogna dare ai giovani che hanno votato», ha spiegato, facendo riferimento alle recenti consultazioni elettorali del 22 e 23 marzo.

Interpellato sull’ipotesi avanzata da Rosy Bindi di affidare a Pierluigi Bersani il ruolo di federatore, Prodi ha risposto con cautela: «A parte il fatto che non so nulla, non sono un cardinale che elegge il Papa», aggiungendo poi «al massimo sono un parroco». E ancora: «Ma Bersani lo sa? Io non l’ho mica capito».

Pd diviso sulle primarie, Renzi le difende

Le parole di Romano Prodi si inseriscono in un quadro già segnato da divisioni profonde. All’interno del Partito Democratico cresce il fronte contrario alle primarie. Tra le voci critiche si è aggiunta quella di Gianni Cuperlo, che pur riconoscendo il valore della partecipazione, ha evidenziato come in molte democrazie sia il partito più votato a esprimere la leadership.

Sulla stessa linea anche Andrea Orlando, mentre si mostrano freddi gli esponenti vicini a Stefano Bonaccini. Contraria anche Alleanza Verdi e Sinistra, con Angelo Bonelli che ha chiesto una pausa nella discussione.

In controtendenza Matteo Renzi, che difende con forza lo strumento delle primarie: «È Meloni che ha paura del voto, che ha paura del popolo perché è stata bocciata dal popolo». Il leader di Italia Viva ha rilanciato l’idea di una partecipazione ampia: «Si tratta di una grande occasione dove prevedo che andranno a votare almeno 3 milioni di persone».

Nel frattempo resta incerto il ruolo dell’area centrista, che potrebbe presentare una propria candidatura. Lo ha confermato Enrico Borghi, spiegando: «Presenteremo una nostra candidatura in quel contesto».

Published by
Lorenzo Costantino

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