Gerry Scotti si scusa dopo la polemica sugli insegnanti di sostegno, ammettendo errore e leggerezza. Il caso nasce durante La Ruota della Fortuna.
Il caso che ha coinvolto Gerry Scotti è nato durante una puntata del programma televisivo La Ruota della Fortuna, quando il conduttore ha rivolto una frase a una concorrente che ha suscitato reazioni immediate. La partecipante aveva spiegato di insegnare italiano, storia e geografia, ma di essere impegnata per quell’anno nel sostegno. A quel punto, Gerry Scotti aveva risposto: “Lo so che chi vuole fare il vostro lavoro deve accettare quello che passa il convento”.
L’espressione è stata interpretata come una svalutazione del ruolo degli insegnanti di sostegno, figura centrale nel sistema scolastico. In breve tempo, associazioni e famiglie hanno espresso disappunto, sottolineando l’importanza di un incarico che richiede competenze specifiche e una forte responsabilità educativa nei confronti degli studenti con disabilità.
Dopo un primo chiarimento affidato ai social, Gerry Scotti ha scelto di intervenire nuovamente in diretta, nella puntata del 7 aprile, per porgere le sue scuse in modo esplicito. Il conduttore ha riconosciuto l’errore, spiegando: “Alcuni giorni fa ho maldestramente utilizzato male una parola, ho sbagliato. Probabilmente ho creato offesa nei confronti delle persone che hanno bisogno dell’attività di sostegno, le famiglie, i papà e le mamme dei ragazzi. Vi chiedo scusa per la mia leggerezza e per la mia ignoranza”.
Nel suo intervento, ha chiarito che l’intenzione iniziale era evidenziare la precarietà che riguarda molti docenti, ma ha ammesso che le parole utilizzate hanno prodotto un effetto diverso. “Ignoravo, usando quella parola, di creare un problema così grosso. I vostri figli meritano un’attenzione più grande, anche nella scelta degli insegnanti che si occupano di loro”, ha aggiunto, ribadendo il rispetto per il ruolo degli insegnanti di sostegno.
La vicenda ha riportato l’attenzione sulla funzione degli insegnanti di sostegno nel sistema scolastico italiano. Si tratta di professionisti che, oltre alla laurea, devono seguire un percorso di specializzazione specifico, il TFA, dedicato alla pedagogia inclusiva.
A differenza dei docenti curricolari, che si occupano di una disciplina, gli insegnanti di sostegno lavorano per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità, adattando metodi e strumenti didattici alle esigenze individuali. Tuttavia, la carenza di personale specializzato porta spesso all’assegnazione di questi incarichi anche a docenti non formati specificamente.
This website uses cookies.