Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 24-03-2020 Roma, Italia PoliticaDichiarazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulle nuove misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili
Giuseppe Conte nel mirino della Commissione Covid: imprenditori accusano Luca Di Donna di richieste di tangenti sugli appalti mascherine durante l’emergenza.
Un’audizione in Commissione riapre uno dei capitoli più controversi della pandemia e riporta al centro del dibattito politico il nome di Giuseppe Conte, con accuse che alimentano un nuovo scontro tra maggioranza e opposizione.
Durante i lavori della Commissione Covid, due imprenditori hanno ricostruito un presunto sistema legato agli appalti per la fornitura di mascherine nei mesi più critici dell’emergenza sanitaria.
Al centro delle testimonianze c’è l’avvocato Luca Di Donna, indicato come vicino allo studio legale di Giuseppe Conte e al giurista Guido Alpa.
Secondo quanto riferito, Di Donna avrebbe proposto agli imprenditori di facilitare i rapporti con la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, in cambio di una percentuale sugli affari.
Le somme richieste, secondo le ricostruzioni, sarebbero state pari a circa il 10% del valore delle forniture, formalmente giustificate come consulenze.
Le accuse sono state rilanciate da esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui Galeazzo Bignami e Lucio Malan, insieme ai commissari Antonella Zedda e Alice Buonguerrieri, che chiedono chiarimenti diretti da parte dell’ex premier.
Tra i protagonisti delle audizioni figura l’imprenditore Dario Bianchi, rappresentante di Jc Electronics, che ha riferito una versione simile a quella già raccontata da Giovanni Buini, titolare di Ares Safety.
Secondo quanto emerso, nel corso di incontri avvenuti tra aprile e giugno 2020, sarebbe stata proposta una “commissione” su importanti forniture di mascherine, con la promessa di agevolazioni e accesso privilegiato agli appalti.
Nel caso raccontato da Buini, si parla di una cifra di circa 60 milioni su una fornitura da 160 milioni, con il coinvolgimento anche dell’avvocato Gianluca Esposito.
L’imprenditore ha dichiarato di aver interrotto ogni rapporto dopo aver percepito anomalie nella proposta.
Analoghe dinamiche sarebbero state descritte da Bianchi, che ha parlato di richieste economiche considerate “abnormi e ingiustificate”, riferite a consulenze dai contorni poco chiari.
La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da polemiche sulla gestione della pandemia, tra acquisti contestati e procedure d’urgenza.
In passato, la Procura di Roma aveva avviato accertamenti ipotizzando una presunta associazione per delinquere finalizzata al traffico di influenze, ma le indagini si sono concluse con un’archiviazione.
Nonostante ciò, il tema torna oggi al centro del confronto politico.
Da un lato, esponenti del centrodestra chiedono che Giuseppe Conte venga ascoltato in Commissione per chiarire il suo ruolo e i rapporti con i soggetti coinvolti.
Dall’altro, il Movimento 5 Stelle respinge le accuse. Alfonso Colucci ha dichiarato: “Fdi disperata, usa accuse vecchie per una teoria del complotto basata su un’amicizia mai esistita tra Di Donna e Conte”.
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