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Salvini avverte su Iran e Usa: “Invasione terrestre significa Terza Guerra Mondiale”

Matteo Salvini lancia allarme su crisi Iran, critica Usa e Europa e avverte: invasione terrestre porterebbe a escalation globale e rischio Terza Guerra Mondiale.

Matteo Salvini sulla crisi Iran: “Fermarsi finché si è in tempo”

Il leader della Lega Matteo Salvini torna a intervenire sulla crisi internazionale legata all’Iran, ribadendo un appello già espresso nelle ultime settimane. A margine di un evento a Milano, il vicepremier ha invitato alla prudenza: “Io sono amico dei Paesi e delle democrazie occidentali e libere; siamo in un’alleanza difensiva atlantica, però dico fermiamoci finché siamo in tempo”.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto sempre più teso, segnato dall’inasprimento dei rapporti tra Stati Uniti e Iran e dal fallimento dei primi tentativi di negoziato per un cessate il fuoco. La situazione nel Golfo Persico resta instabile, anche a causa della chiusura dello stretto di Hormuz da parte di Teheran, passaggio strategico per il commercio energetico globale.

Per Matteo Salvini, il rischio principale è rappresentato da un’eventuale escalation militare che potrebbe coinvolgere direttamente anche l’Europa, con effetti economici e geopolitici significativi.

Il timore dell’escalation globale e le critiche a Trump

Nel suo intervento, Matteo Salvini ha espresso una posizione chiara rispetto alle possibili scelte degli Stati Uniti. “Da amico e da sostenitore lo dico con un doppio interesse: pensare a un’invasione via terra in Iran significa andare incontro alla terza guerra mondiale”.

Un passaggio che segna una presa di distanza, pur senza rinnegare il rapporto politico con Donald Trump. Il leader della Lega sottolinea come gli interessi americani non coincidano necessariamente con quelli europei: “Trump ha i suoi interessi, mentre l’Europa non ci aiuta a fare i nostri”.

Nel mirino anche l’Unione europea, accusata di immobilismo e di ostacolare interventi a sostegno dei cittadini: “Non è un’unione, se si comporta così è una camicia di forza, è una gabbia, uno zoo”.

Le parole arrivano mentre cresce la preoccupazione per una possibile operazione militare su larga scala, con ipotesi di interventi diretti in territorio iraniano che potrebbero innescare una reazione a catena a livello globale.

Israele, Libano e rischi per l’Italia

Oltre al fronte iraniano, Matteo Salvini ha richiamato l’attenzione anche sulle tensioni tra Israele e Libano. Il riferimento è ai bombardamenti su Beirut nonostante una tregua temporanea.

Il vicepremier ha osservato: “Benjamin Netanyahu fa gli interessi del suo Paese, che non sempre coincidono con gli interessi del mondo”. Un passaggio che evidenzia le preoccupazioni per un conflitto che rischia di protrarsi nel tempo.

“Penso che Hezbollah e il regime iraniano siano stati pesantemente colpiti, ma non si può pensare di andare avanti per altre settimane o mesi bombardando”, ha aggiunto, rilanciando l’appello alla pace.

La crisi ha implicazioni dirette anche per l’Italia, impegnata con contingenti militari in Libano nell’ambito della missione internazionale UNIFIL. L’aumento delle tensioni nella regione espone il Paese a rischi crescenti.

In questo scenario, è prevista una missione del ministro degli Esteri Antonio Tajani a Beirut, dove incontrerà le autorità locali e il personale italiano impegnato nelle operazioni sul territorio.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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