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Peter Gomez accusa Delmastro e FdI: “Selezione candidati e casi legati alla mafia”

Peter Gomez critica Fratelli d’Italia e Delmastro sulla selezione candidati, parlando di rapporti con magistrati e numerosi amministratori coinvolti in vicende di mafia.

Peter Gomez su Delmastro e Fratelli d’Italia: accuse sulla selezione dei candidati

Il direttore de ilfattoquotidiano.it, Peter Gomez, torna ad attaccare Fratelli d’Italia e in particolare Andrea Delmastro, sollevando dubbi sulle modalità di selezione della classe dirigente del partito. Le dichiarazioni sono arrivate nel corso di un confronto pubblico a Milano, durante il festival antimafia “L’impegno di Tutti”.

Secondo Peter Gomez, il ruolo di Andrea Delmastro nella scelta dei candidati alle elezioni politiche sarebbe stato centrale: “La cosa paradossale è che la selezione dei candidati alle politiche in Fratelli d’Italia la faceva Delmastro”.

Il giornalista ha poi aggiunto un ulteriore elemento: “Delmastro aveva anche instaurato una serie di rapporti preferenziali con alcuni magistrati antimafia italiani, da quello che ho capito per chiedergli ma questo è buono o non è buono?”.

Un quadro che, secondo Gomez, evidenzierebbe criticità interne a un partito cresciuto rapidamente negli ultimi anni.

“Numero più alto di amministratori coinvolti”, le parole di Gomez

Nel suo intervento, Peter Gomez ha sottolineato quello che definisce un “paradosso” politico: “Il risultato paradossale è che questo partito oggettivamente in questo momento ha avuto, al di là dei casi non penalmente rilevanti, il maggior numero di amministratori coinvolti in fatti di mafia”.

Un’affermazione che si inserisce nel dibattito più ampio sulla gestione delle candidature e sulla responsabilità politica, anche al di fuori delle vicende strettamente giudiziarie.

Il direttore ha evidenziato come la crescita rapida di Fratelli d’Italia abbia comportato una selezione accelerata della classe dirigente, con possibili conseguenze sulla qualità dei profili scelti.

Gherardo Colombo: “Non tutto si riduce al penale”

Nel corso dello stesso incontro è intervenuto anche l’ex magistrato Gherardo Colombo, che ha ampliato la riflessione sul tema della responsabilità politica e morale.

Tutto si è appoggiato sul livello penale e tutte le altre responsabilità non esistono più – ha osservato – il sistema non funziona perché è passato il concetto che o una cosa è penalmente rilevante o altrimenti è lecita. Ma non è così”.

Le parole di Gherardo Colombo mettono in evidenza una criticità più generale: la tendenza a valutare comportamenti e scelte esclusivamente sul piano giudiziario, trascurando altri livelli di responsabilità.

Il dibattito, sviluppatosi a Milano, si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sul rapporto tra politica, legalità e selezione della classe dirigente.

Published by
Lorenzo Costantino

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