Vittorio Feltri denuncia la crisi energetica e invita Giorgia Meloni a riaprire il dialogo con Vladimir Putin per il gas, accusando l’Europa di rigidità ideologica.
L’analisi di Vittorio Feltri si concentra sulla gestione della crisi energetica, definita sempre più grave e concreta nei suoi effetti sull’economia.
“C’è qualcosa che, francamente, non riesco più a comprendere. Ed è l’ostinazione ideologica con cui una parte della politica europea, e purtroppo, obtorto collo, anche italiana, seguita ad affrontare una crisi energetica”, afferma.
Secondo Feltri, il problema non è teorico ma immediato: “Qui siamo di fronte alla concreta possibilità che interi settori produttivi rallentino o si fermino, che i costi dell’energia continuino a salire”.
Il giornalista richiama i dati precedenti al conflitto in Ucraina, evidenziando come circa il 40-45% del gas importato dall’Italia provenisse dalla Russia, quota oggi drasticamente ridotta.
Una scelta politica che, secondo lui, non avrebbe prodotto gli effetti sperati: “Abbiamo finito per punire solo noi stessi né Mosca ha desistito dai suoi propositi”.
Nel suo intervento, Vittorio Feltri indica una possibile soluzione: riaprire il dialogo con Vladimir Putin per aumentare le forniture di gas.
“Occorre che torniamo ad acquistare il gas da Mosca e quindi ci tocca chiamare Putin. Non per adesione politica. Non per simpatia. Ma per interesse”, scrive.
Feltri sottolinea come l’Italia abbia storicamente rapporti consolidati con la Russia, citando anche il ruolo avuto da Silvio Berlusconi nel costruire relazioni con il Cremlino.
“La domanda diventa inevitabile: perché non utilizzare questa leva? Saremmo proprio coglioni, lasciatemelo dire, se non lo facessimo”, afferma con toni espliciti.
Il giornalista evidenzia inoltre che il gas russo non è mai stato completamente eliminato, ma solo ridotto, con effetti economici che oggi pesano sul sistema italiano.
Nel passaggio finale, Vittorio Feltri si rivolge direttamente a Giorgia Meloni, invitandola a prendere una decisione pragmatica.
“Governare non significa fare ciò che è comodo. Significa fare ciò che è necessario”, afferma, indicando come priorità la sicurezza energetica e la stabilità economica.
Feltri riconosce che negli ultimi anni l’Italia ha diversificato le fonti energetiche, con accordi internazionali e nuove importazioni, ma sostiene che ciò non escluda la necessità di riaprire un canale con Mosca.
“Il buon padre di famiglia, quando si trova in difficoltà, non si lascia guidare da slogan o da pregiudizi”, scrive, sottolineando l’importanza di scelte basate sull’interesse nazionale.
La chiusura è un invito diretto: “E allora, tornando al punto di partenza, la domanda resta lì, inevitabile: cosa stiamo aspettando? Giorgia, solleva la cornetta”.
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