Gianfranco Fini sostiene Giorgia Meloni contro Donald Trump, critica Conte e promuove Schlein, parlando di delirio d’onnipotenza del presidente americano
Nel pieno della tensione diplomatica tra Italia e Stati Uniti, l’ex ministro degli Esteri Gianfranco Fini interviene con parole nette a sostegno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sul Pontefice.
Intervistato, Fini ha affermato senza esitazioni: “Ormai non ci si può più stupire di quanto dice il presidente americano. E la mia è una formula molto garbata, per non dire esplicitamente che Trump straparla”.
Secondo l’ex leader di Alleanza Nazionale, la posizione della premier italiana è stata coerente con il contesto internazionale. “Ha preso atto di una realtà ormai evidente a tutti, ovvero che Trump è in pieno delirio d’onnipotenza e attacca chiunque non lo assecondi, compresi gli alleati”, ha aggiunto.
Per Fini, quindi, la replica di Meloni alle parole del presidente statunitense rappresenta una presa di posizione chiara e giustificata.
Nel suo intervento, Gianfranco Fini ha anche commentato le reazioni della politica italiana, distinguendo nettamente tra le posizioni espresse dai leader dell’opposizione.
Un giudizio positivo è stato riservato alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, di cui ha apprezzato la linea: “Ha fatto benissimo: la sua mi sembra una posizione sincera, non di facciata”.
Molto più duro, invece, il commento nei confronti del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, accusato di opportunismo politico: “Credo che pur di differenziarsi dalla segretaria del Pd direbbe qualsiasi cosa. Sono in una chiara competizione tra loro”.
Le dichiarazioni dell’ex presidente della Camera delineano un quadro politico segnato da contrapposizioni interne all’opposizione, oltre che da tensioni sul piano internazionale.
Nel corso dell’intervista, Gianfranco Fini ha ricordato altri episodi in cui Giorgia Meloni ha preso le distanze da Donald Trump, sottolineando come la premier non abbia esitato a esprimere dissenso anche in passato.
“Per esempio, quando Trump minacciò di invadere la Groenlandia, o quando offese gli alleati della Nato per il ritiro dell’Iraq, dimenticando il tributo di sangue versato anche dai nostri soldati”, ha spiegato.
Infine, l’ex ministro ha affrontato il tema delle tensioni internazionali, soffermandosi sul dossier iraniano: “Tagliare la testa del serpente, ossia decapitare i vertici del potere iraniano, aveva un senso. Ma Trump si è imbarcato in un attacco senza avere una strategia e una via di uscita. E questo è indubbiamente grave”.
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