Matteo Salvini interviene su immigrazione, nucleare e conflitti internazionali, respingendo le accuse di razzismo e rilanciando su sicurezza ed energia.
Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto in collegamento alla trasmissione “Aria Pulita” su 7Gold affrontando diversi temi centrali dell’agenda politica.
Sul fronte dell’immigrazione, ha respinto con decisione le accuse di razzismo, chiarendo la propria posizione: “Perché razzista? Il problema non è il colore della pelle o dove sei nato”. Il leader della Lega ha poi aggiunto: “anche chi ha il permesso di soggiorno e commette dei crimini deve tornare al suo Paese. Se i minori commettono reati, smettono di essere accolti e mantenuti. Dov’è il razzismo?”.
Nel suo intervento, Salvini ha evidenziato anche le difficoltà operative legate ai rimpatri, attribuendole sia alla lentezza di alcuni Paesi sia alle decisioni della magistratura: “Ci sono alcuni Paesi che ostacolano e allungano i tempi, ci vuole un lavoro diplomatico. Poi se tanti giudici rilasciano i fermati o li giustificano o concedono tramite terzi il permesso di rimanere in Italia, è chiaro che è difficile. Però volere è potere”.
Il vicepremier ha infine rilanciato sulla sicurezza: “Difendere i confini non è un reato, è un dovere per un pubblico amministratore. Anche per questo saremo in piazza sabato” a Milano per la manifestazione dei Patrioti.
Ampio spazio anche al tema energetico, con una posizione netta a favore del nucleare. Matteo Salvini ha dichiarato: “Noi come Lega stiamo lavorando per tornare subito nel contesto del nucleare. Sono assolutamente a favore, è la forma di energia più moderna, più sicura e meno costosa. Quasi in tutti i Paesi europei ci sono centrali nucleari”.
In attesa di un eventuale ritorno al nucleare, il leader della Lega ha indicato alcune priorità immediate: “Intanto, non chiudere alcune centrali a carbone, investire in rinnovabili senza fare danni all’agricoltura e in prospettiva tornare ad acquistare gas dalla Russia, perché ci è stato chiuso quel rubinetto”.
Ha inoltre sottolineato l’impatto economico delle scelte internazionali: “Non possiamo sostenere troppe guerre perché poi i costi li pagano i cittadini, non li pagano a Bruxelles”.
Nel corso dell’intervento, Matteo Salvini ha affrontato anche i principali scenari internazionali. Sull’Iran ha dichiarato: “Alla guida del regime iraniano non ci sono dei pacifici signori”.
Allo stesso tempo, ha ribadito la posizione dell’Italia: “L’Italia non è in guerra, né contro l’Iran, né contro la Russia, né contro nessun Paese al mondo”.
Sul conflitto tra Russia e Ucraina, il vicepremier ha espresso scetticismo sull’efficacia delle strategie adottate finora: “Tra Russia e Ucraina la voce delle armi e la pressione delle sanzioni non mi sembra che abbiano portato grandi risultati. È il momento di portare Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin attorno a un tavolo”.
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