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Manuel Mastrapasqua ucciso a 31 anni per delle cuffiette, Del Debbio: “L’assassino non è matto, è un delinquente”

Il caso di Manuel Mastrapasqua ucciso a Rozzano torna in tv: Del Debbio attacca dopo le parole della famiglia, polemica sulla richiesta di perizia psichiatrica.

Manuel Mastrapasqua, omicidio a Rozzano per delle cuffiette

L’omicidio di Manuel Mastrapasqua, 31 anni, avvenuto a Rozzano nel 2024 per il furto di un paio di cuffiette, è stato al centro della trasmissione Dritto e rovescio su Rete 4, condotta da Paolo Del Debbio.

In studio erano presenti la madre e la sorella della vittima, chiamate a ricostruire quanto accaduto e a raccontare gli sviluppi giudiziari. Il conduttore ha posto una domanda diretta: “Qualcuno vi ha chiesto scusa? L’assassino?”.

La sorella ha spiegato: “Beh, nell’ultima udienza ha parlato e ha detto che in questo ultimo anno e mezzo si è reso conto di cosa ha fatto e che è dispiaciuto per quello che ha fatto”.

Una risposta che ha provocato la reazione immediata del conduttore.

“Non è matto, è un delinquente”, lo sfogo di Del Debbio

Dopo aver ascoltato le parole della sorella, Paolo Del Debbio si è lasciato andare a un duro commento: “Ci è voluto un anno e mezzo, più che matto allora è deficiente. Non è matto, è un idiota totale, un cretino, un delinquente!”.

Il riferimento è anche alla richiesta avanzata in appello di una perizia psichiatrica per l’autore dell’omicidio, già condannato a 27 anni di carcere. Un elemento che ha alimentato ulteriormente il confronto in studio.

Il conduttore ha aggiunto: “Io dico: se sono tutti matti, riapriamo i manicomi, altrimenti ogni volta siamo alle solite. C’è chi fa anche il male per il male”.

“È un assassino e basta”, le parole della madre della vittima

Nel corso della trasmissione è intervenuta anche la madre di Manuel, la signora Angela, che ha condiviso una posizione netta: “Qui non c’è nessun matto, questo non è matto. È un criminale e basta”.

La donna ha poi ricostruito la dinamica dell’aggressione, sottolineando la sproporzione tra la vittima e l’aggressore: “Questa persona qui è un assassino e basta, non aveva nessun motivo per una cuffietta di fare quello che ha fatto, prendeva la cuffietta e via, mio figlio non era 1 metro e 80 per 100 chili, mio figlio era molto magro”.

Infine ha aggiunto: “Lui l’ho visto, è ben piazzato questo essere qui, quindi la cuffietta a mio figlio gliela sfilava tranquillamente, mio figlio avrebbe potuto reagire ma comunque non avrebbe potuto nulla contro di lui”.

Published by
Lorenzo Costantino

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