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Claudia Conte in onda durante lo sciopero Rai, polemica: “Sovraesposizione sospetta”, bufera su documentari e rapporti

Il caso Claudia Conte esplode durante lo sciopero Rai: documentari trasmessi più volte, polemiche su incarichi, titoli di studio e presunti compensi.

Claudia Conte in onda durante lo sciopero Rai, il caso esplode

Nel giorno dello sciopero dei giornalisti del 16 aprile, che ha svuotato redazioni e palinsesti, un nome è rimasto centrale nella programmazione: Claudia Conte. La giornalista, nota anche per la relazione con il ministro Matteo Piantedosi, è finita al centro delle polemiche per la scelta di RaiNews24 di trasmettere per due volte nello stesso giorno il documentario Benedetto Padre d’Europa.

Il lavoro è andato in onda alle 5:30 e alle 15:30, con la stessa Conte intervistata sul tema della regola benedettina dell’“ora et labora”. Una presenza ripetuta che ha sollevato interrogativi, soprattutto in una giornata caratterizzata dall’assenza di gran parte dei contenuti informativi.

“Sovraesposizione sospetta”, i dubbi su contratti e spazi in Rai

La presenza costante di Claudia Conte nei palinsesti Rai viene letta da alcuni osservatori come il risultato di una rete di collaborazioni consolidate negli ultimi anni. Il documentario Benedetto Padre d’Europa sarebbe stato acquistato nel 2024 da Rai Documentari sotto la direzione di Fabrizio Zappi.

Parallelamente, altri progetti vedono coinvolta la giornalista, come il documentario sull’alluvione in Emilia-Romagna e la partecipazione al programma radiofonico su Rai Radio 1, oltre al ruolo di madrina nel programma Vespucci, il viaggio più lungo trasmesso su Rai 3.

Questa esposizione contemporanea su più piattaforme ha alimentato polemiche politiche e mediatiche, con interrogativi sulla distribuzione degli spazi e sulle modalità di assegnazione dei progetti.

“Nessuna irregolarità”, il nodo laurea e le polemiche sui compensi

Ulteriore elemento di discussione riguarda il titolo di studio della giornalista. In merito, è intervenuto il legale Domenico Forgione, chiarendo: “Non ha mai dichiarato in nessuna sede istituzionale di aver conseguito la laurea presso l’Università Luiss Guido Carli, dove tuttavia si è immatricolata ed ha sostenuto diversi esami di profitto, prima di effettuare la rinuncia agli studi e completare positivamente il proprio percorso universitario presso altro ateneo”.

Lo stesso avvocato ha respinto anche altre ricostruzioni: “La tesi dell’adesione di Claudia Conte a un fantomatico complotto politico contro il governo è completamente infondata, talmente ridicola che non si può nemmeno commentare”.

Restano aperti i dubbi sui compensi. Il deputato Angelo Bonelli ha sollevato il tema di consulenze per 65 mila euro dal Ministero della Cultura, mentre la sottosegretaria Matilde Siracusano ha precisato che non risultano pagamenti legati ad attività con la Scuola di perfezionamento per le forze di polizia.

Published by
Lorenzo Costantino

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