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Vaccini Covid, ContiamoCI accusa: “Effetti avversi noti già dal 2021, ma comunicazione diversa ai cittadini”

In Commissione sul Covid, l’associazione ContiamoCI solleva dubbi su vaccini, effetti avversi e comunicazione istituzionale tra 2021 e 2022.

ContiamoCI e vaccini Covid: le quattro domande alla Commissione

Nel corso dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia da Sars Cov-2, i rappresentanti dell’associazione ContiamoCI hanno presentato quattro quesiti centrali sull’utilizzo dei vaccini anti-Covid e sulle modalità con cui sono stati comunicati ai cittadini.

“Perché la comunicazione pubblica ha presentato i vaccini come privi di rischi significativi mentre gli atti tecnici riconoscevano l’esistenza di effetti avversi?”.
“Su quali basi scientifiche solide si basa la raccomandazione della vaccinazione eterologa nei soggetti che avevano già manifestato effetti avversi?”.
“Perché la risposta immunitaria naturale non è stata presa in considerazione?”.
“Quale ruolo hanno avuto gli enti regolatori nella verifica indipendente dei dati forniti dalle aziende farmaceutiche?”.

Le domande, poste nel corso dell’audizione, mirano a chiarire quanto avvenuto durante la campagna vaccinale tra il 2021 e il 2022, con particolare riferimento alla gestione delle informazioni e alle decisioni sanitarie adottate.

Effetti avversi e comunicazione istituzionale

Uno dei punti principali sollevati da ContiamoCI riguarda il rapporto tra contenuti tecnici e comunicazione pubblica. Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti dell’associazione, documenti ufficiali avrebbero già indicato la possibilità di effetti avversi, mentre le comunicazioni rivolte alla popolazione sarebbero state maggiormente rassicuranti.

“Dimostra che già nell’estate del 2021 le istituzioni italiane erano consapevoli dell’esistenza di possibili effetti avversi associati alla vaccinazione”.

Nel dettaglio, è stata richiamata la circolare 35/2021 del Ministero della Salute sull’esenzione dalla vaccinazione. Secondo l’associazione, tale documento farebbe riferimento anche a eventi come trombosi, sindrome di Guillain-Barré, miocarditi e pericarditi.

“La circolare dimostra che lo Stato riconosceva l’esistenza di effetti avversi potenzialmente gravi”, ma “la comunicazione pubblica delle istituzioni presentava un quadro completamente diverso. Nel corso della campagna vaccinale i rappresentanti delle istituzioni hanno rilasciato dichiarazioni estremamente nette sulla sicurezza dei vaccini”.

Vaccinazione eterologa e scudo per i sanitari

Nel corso dell’audizione è stato affrontato anche il tema della vaccinazione eterologa, ovvero la possibilità di completare il ciclo vaccinale con un prodotto diverso dopo una reazione avversa. Su questo punto, l’associazione ha chiesto chiarimenti sulle basi scientifiche della scelta.

Secondo quanto sostenuto, tale impostazione avrebbe privilegiato il completamento del ciclo vaccinale rispetto alla valutazione del singolo caso: una questione su cui è stato chiesto un approfondimento da parte della Commissione.

Altro elemento evidenziato riguarda lo scudo giuridico per i sanitari coinvolti nella somministrazione dei vaccini. Il presidente dell’associazione ha affermato: “Il legislatore stesso riconosceva implicitamente la possibilità che a seguito della somministrazione del vaccino potessero verificarsi effetti avversi anche gravi”, aggiungendo che “da un lato affermava pubblicamente la sicurezza dei vaccini, dall’altro predisponeva un meccanismo normativo volto a proteggere i sanitari di conseguenze penali. Il rischio se esisteva per i medici avrebbe dovuto essere spiegato con chiarezza anche ai cittadini”.

Published by
Lorenzo Costantino

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