A Roma, Tommaso Cerno replica alle accuse del M5S sul “fango” e rilancia: nel mirino le polemiche su Paolo Borsellino e le inchieste giornalistiche.
Intervento netto di Tommaso Cerno, che ha commentato le recenti polemiche legate alle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle. Il giornalista ha ricostruito così la vicenda: “Ho sentito i Cinque Stelle parlare di fango. E mi sono detto: questa volta hanno ragione. Credevo infatti che quella parola fosse riferita al contenuto delle inchieste de il Giornale e Il Tempo, e cioè alle frasi oscene su Paolo Borsellino e sulla sua famiglia”.
Il riferimento è a conversazioni attribuite a magistrati: “Frasi pronunciate da magistrati in conversazioni con colleghi che oggi siedono in Parlamento e che, anziché scusarsi, attaccano pure. Frasi che gli stessi colleghi del Csm si domandano su quale pianeta possano essere tollerate”.
Secondo Tommaso Cerno, il termine “fango” sarebbe stato utilizzato contro chi ha diffuso tali contenuti: “E invece la parola fango si riferiva a noi e al nostro editore, che ringrazio per la libertà totale che ci lascia. Il fango sarebbe, dunque, l’epiteto rivolto a chi fa informazione diversa da quella che piace al M5S e alla sinistra”.
Il giornalista ha aggiunto: “Per me una medaglia al merito. Fango sarebbe chi pubblica una verità documentata e non smentibile. Invece che rivolgersi a chi ha dato del «coglione» alla famiglia di un martire della Repubblica”.
Nel suo intervento, Tommaso Cerno ha ampliato il discorso collegandolo a questioni più ampie: “Succede perché le nostre rivelazioni toccano il cuore della questione più grande: chi e perché ha assassinato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E noi non stiamo zitti come altri”.
Il giornalista ha poi proseguito: “Né sulla mafia, né sulle aderenze a sinistra con il terrorismo palestinese, né sugli anarchici ispirati da Cospito. Ed è per questo che sotto la nostra redazione gli amici di Ilaria Salis vengono di notte a farsi geolocalizzare e a indicare i loro nemici”.
Infine, una riflessione sulle reazioni pubbliche: “Se fossimo un Giornale asservito alla sinistra di oggi state certi che ci sarebbe in piazza una manifestazione con tanto di Costituzione e articolo 21. Ma di questo non ho nostalgia, perché trovo anche quelle manifestazioni ipocrite”.
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