Italia & Dintorni

Scontro su La7, Gruber: “Errore nel decreto” Bocchino risponde: “Serve assistenza legale ai migranti”

Nel confronto su Meloni e dl sicurezza, scontro tra Gruber e Bocchino sui rimpatri volontari e sugli incentivi agli avvocati per assistenza legale ai migranti.

Meloni dl sicurezza, la domanda diretta di Gruber sul decreto

Nel corso della trasmissione Otto e mezzo su La7, il tema del decreto sicurezza in materia di immigrazione è stato al centro di un confronto serrato. La conduttrice Lilli Gruber ha rivolto una domanda diretta a Italo Bocchino, intervenuto in collegamento, soffermandosi sulla linea del governo guidato da Giorgia Meloni.

“Perché si impunta così tanto? Per non dover ammettere di aver sbagliato a scrivere il decreto?”, ha chiesto la conduttrice, riferendosi alle polemiche sulle norme relative ai rimpatri degli immigrati irregolari. Il confronto si è sviluppato attorno alle modalità previste dalla normativa e alle misure adottate per favorire il rientro nei Paesi di origine.

Rimpatri volontari e assistenza legale, la posizione di Bocchino

Nel suo intervento, Italo Bocchino ha illustrato il funzionamento del sistema vigente, chiarendo il ruolo delle procedure di rimpatrio. “In Italia c’è una norma che prevede che l’immigrato irregolare debba essere rimpatriato e c’è la possibilità per l’immigrato di chiedere di essere rimpatriato e questo rimpatrio viene fatto utilizzando anche le organizzazioni umanitarie. Ovviamente per favorire questo, che è una norma penale, ecco un incentivo agli avvocati, perché altrimenti non avrebbero assistenza. Uno che vuole rientrare nel proprio Paese ha bisogno di assistenza”, ha dichiarato.

Secondo quanto spiegato, l’assistenza legale rappresenta un passaggio necessario per garantire il corretto svolgimento delle pratiche, soprattutto nei casi di rimpatrio volontario.

Incentivi e numeri, il nodo sollevato in diretta

Il confronto si è poi concentrato sulla scelta di destinare incentivi agli avvocati anziché direttamente ai migranti. Lilli Gruber ha incalzato: “Ma perché l’incentivo all’avvocato e non al migrante per esempio? Come fanno alcuni Paesi”.

La replica di Italo Bocchino ha ribadito l’impostazione normativa: “Perché il migrante ha bisogno di assistenza legale oltre che di assistenza umanitaria. C’è una norma che prevede che i migranti irregolari debbano essere espulsi. Ce ne sono alcuni che vogliono volontariamente andare via perché si rendono conto di aver violato la legge e quindi lo Stato incentiva questo passaggio. Sono stati 675 i rimpatri su richiesta nello scorso anno e secondo me se si riescono ad aumentare incentivando gli avvocati per assisterli giuridicamente in questo passaggio volontario, è un fatto positivo”.

I dati citati evidenziano il numero di rimpatri volontari registrati nell’ultimo anno, mentre il dibattito resta focalizzato sull’efficacia delle misure e sulla destinazione degli incentivi previsti dal decreto.

Published by
Claudia De Napoli

This website uses cookies.