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Bufera su Meloni, Feltri attacca: “Non è giornalismo ma propaganda” parole durissime contro Mosca

Nel caso Meloni insultata, Feltri parla di barbarie verbale e attacca duramente il giornalista russo per linguaggio sessista e offensivo contro la premier.

Meloni insultata, Feltri denuncia la barbarie verbale

Le parole rivolte a Giorgia Meloni da un giornalista russo diventano un caso politico e mediatico. A intervenire è Vittorio Feltri, che definisce l’episodio come un segnale di un deterioramento più ampio del linguaggio pubblico.

“Quello che segnali non è soltanto un episodio sgradevole, ma l’ennesima conferma di un degrado che ormai non conosce più confini, né geografici né morali. Gli insulti rivolti a Giorgia Meloni da questo sedicente giornalista russo sono di una gravità assoluta. Non tanto, o non solo, perché colpiscono il presidente del Consiglio italiano, ma perché utilizzano un linguaggio triviale, sessista, deliberatamente umiliante”, ha dichiarato.

Secondo Vittorio Feltri, il livello dello scontro ha superato i limiti del confronto politico, scivolando su un piano personale.

Offese contro Meloni, Feltri: “Non è più confronto ma insulto”

Nel suo intervento, Vittorio Feltri ha sottolineato la gravità delle espressioni utilizzate: “Quando si dà della «vergogna della razza umana» a una persona, quando si scade nell’insulto personale, quando si ricorre a epiteti che hanno storicamente la funzione di degradare una donna prima ancora che un avversario politico, non siamo più nel terreno dello scontro di idee: siamo nella palude della barbarie verbale”.

Il riferimento è a un linguaggio che, secondo il giornalista, travalica ogni limite del confronto civile. Nelle sue parole emerge anche una valutazione sulla risposta della premier: “Giorgia Meloni, da questo punto di vista, ha reagito nel modo migliore possibile: con compostezza, con misura, con quella eleganza che è propria di chi non ha bisogno di abbassarsi al livello dell’avversario per affermare la propria posizione”.

Il contesto internazionale e la critica al sistema mediatico

L’analisi si estende anche al contesto geopolitico e mediatico. Vittorio Feltri ha affermato: “Diciamolo chiaramente: non siamo di fronte a un giornalista nel senso nobile del termine. Siamo davanti a un megafono, a un uomo che svolge una funzione precisa all’interno di un sistema mediatico che non è libero, ma organico al potere politico”.

Nel suo intervento, il giornalista ha richiamato anche il clima generale del dibattito pubblico: “Ciò che colpisce, semmai, è un fenomeno più ampio e, se possibile, ancora più inquietante: la progressiva normalizzazione dell’insulto come forma di linguaggio pubblico”.

Infine, la conclusione affidata alle sue parole: “Gli insulti rivolti a Giorgia Meloni sono indegni e intollerabili. Ma, paradossalmente, dicono più su chi li pronuncia che su chi li riceve. Chi ha bisogno di insultare dimostra di non avere altro”.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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