Nel caso Solovyev, Calenda attacca Salvini e Vannacci definendoli traditori della Patria per le posizioni sugli insulti a Meloni e sui rapporti con la Russia.
Nel corso della trasmissione Tagadà su La7, condotta da Tiziana Panella, il leader di Azione Carlo Calenda ha lanciato accuse dirette nei confronti di Matteo Salvini e del generale Roberto Vannacci.
Il riferimento è alle dichiarazioni del propagandista russo Vladimir Solovyev contro Giorgia Meloni. In studio, Carlo Calenda ha espresso una posizione netta:
“Salvini e Vannacci sono dei traditori della Patria”.
Parole pronunciate nel corso del dibattito televisivo, mentre si discuteva delle reazioni politiche agli attacchi provenienti dalla Russia.
Nel suo intervento, Carlo Calenda ha spiegato le ragioni della sua presa di posizione: “Quando insultano il tuo presidente del Consiglio e tu continui a dire che vorrai comprare il gas russo, che quello è un soggetto privato, beh, sei qualcosa di più di un opportunista…”.
Durante il confronto, Tiziana Panella ha incalzato chiedendo se fosse sufficiente limitarsi a difendere la premier. A quel punto, Carlo Calenda ha aggiunto: “A me non colpisce Soloyev che, tra l’altro, in un secondo video, ha insultato anche me e Pina Picierno: lui è la voce di Putin, è un oligarca strutturale al sistema. Sa chi mi colpisce davvero? Matteo Salvini…”.
Nel corso della trasmissione è stato trasmesso un intervento di Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Se un giornalista privato insulta il presidente del Consiglio ci vanno di mezzo gli italiani? Non c’entra assolutamente nulla…”.
A queste parole ha replicato nuovamente Carlo Calenda, ribadendo la sua posizione: “Ma guardi, io vorrei essere chiaro. Io penso che Salvini sia un traditore della Patria, un codardo perché non ha il coraggio di difendere la sua presidente del Consiglio. Ha detto una cosa di una gravità inaudita sapendo perfettamente che Soloyev non è un giornalista”.
Nel suo intervento, Calenda ha coinvolto anche Roberto Vannacci, citando posizioni analoghe: “Quella persona rappresenta solo se stesso, non fa parte di una istituzione, è un presentatore di una televisione quindi lo includo in quell’alveo”.
Infine, la conclusione affidata a parole ancora più nette: “Per questo noi dobbiamo sapere che sono traditori della Patria”.
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