A Kenosha nel Wisconsin tre bambini muoiono in un incendio domestico: il padre accusato di negligenza racconta “sono scappato nel panico”.
Tragedia a Kenosha, dove un incendio ha distrutto un’abitazione durante il giorno del Ringraziamento, causando la morte di tre bambini: Rylee, Connor e Alena, di 10, 9 e 7 anni.
Le segnalazioni arrivate ai soccorsi parlavano di un edificio completamente avvolto dalle fiamme. All’arrivo delle forze dell’ordine, il padre, Joshua Kannin, si trovava già all’esterno, da solo.
Secondo quanto riferito, l’uomo si sarebbe svegliato nella notte dopo aver percepito odore di fumo e i rumori provenienti dall’interno della casa. Raggiunta la cucina, avrebbe notato “un piccolo incendio sul pavimento”, che in breve tempo si è esteso.
Nel corso delle indagini, Joshua Kannin ha dichiarato: «Sono scappato nel panico», spiegando di aver tentato di far uscire i figli prima di mettersi in salvo.
Una volta fuori dall’abitazione, avrebbe cercato di rientrare: «Il fumo mi è venuto addosso e non riuscivo a vedere», ha raccontato. «Quando ho aperto la porta, ho peggiorato la situazione».
Due dei bambini sono stati dichiarati morti sul posto. La più piccola, Alena, è stata trasportata in ospedale con ustioni molto gravi ed è deceduta successivamente.
Gli investigatori hanno evidenziato come nell’abitazione non fossero presenti rilevatori di fumo, elemento ritenuto determinante nella gestione dell’emergenza. La madre dei bambini, Jourdan Feasby, ha dichiarato di aver segnalato più volte la situazione.
«Continuavo a dirgli che non aveva rilevatori di fumo», ha riferito, spiegando di aver informato anche altri familiari e il proprietario dell’immobile. La donna ha inoltre descritto l’abitazione come «disgustoso».
A distanza di mesi, la madre ha definito quanto accaduto come il suo «peggior incubo».
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