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“La sinistra canta Bella ciao ma difende criminali e clandestini”, l’affondo durissimo di Cerno

Tommaso Cerno attacca la sinistra e difende Giorgia Meloni, accusando opposizioni di proteggere criminali e alimentare tensioni mentre sostiene il decreto sicurezza del governo.

Tommaso Cerno contro la sinistra: “Bella ciao per difendere criminali e clandestini”

Il commento di Tommaso Cerno si concentra su un attacco diretto alle forze di opposizione, accusate di aver trasformato il confronto politico in uno scontro permanente contro il governo guidato da Giorgia Meloni. Secondo il giornalista, la linea della sinistra sarebbe caratterizzata da una contrapposizione costante, spinta fino a sostenere posizioni considerate estreme.

Nel suo intervento, Tommaso Cerno utilizza toni duri: “Se la sinistra in Parlamento, ossessionata dal governo Meloni al punto da invocare clandestini e criminali a spasso liberi per il Paese pur di costruire un clima da campagna elettorale, canta «Bella ciao» per difendere coltelli e cacciaviti, stupratori e rapinatori recidivi…”. Parole che delineano un’accusa precisa sul piano politico e giudiziario.

Il riferimento si estende anche alla gestione dei flussi migratori e ai procedimenti legali, con un passaggio critico: “E poi si scopre che fornisce in Albania perfino il numero dell’avvocato del «pool rosso» che a spese dello Stato incassa soldi per trattenere nel nostro Paese migliaia di individui che dovrebbero essere rispediti indietro”.

Le accuse sulla sicurezza e il riferimento a Hamas e Hezbollah nelle piazze italiane

Nel proseguire della sua analisi, Tommaso Cerno amplia il discorso collegandolo alle manifestazioni di piazza e alla sicurezza interna. Il giornalista pone una domanda retorica: “Quante volte la dovrebbe cantare per far sparire le bombe degli anarchici che sfilano in piazza insieme ai partiti che si spacciano per difensori della Costituzione?”.

Nel passaggio successivo, richiama anche scenari internazionali e simboli politici: “O per disarmare i terroristi di Hamas e Hezbollah le cui bandiere già un anno fa sfilarono a Roma perfino alla Liberazione”. Il riferimento è a presenze e simboli comparsi durante manifestazioni pubbliche, oggetto di attenzione anche sul piano investigativo.

Secondo Tommaso Cerno, le indagini della magistratura avrebbero evidenziato come alcune frange antagoniste siano lontane dai valori storici della Resistenza, arrivando a evocare un rischio di radicalizzazione: “Capace di risvegliare non lo spirito partigiano ma quello delle Brigate Rosse”.

Il sostegno al decreto sicurezza del governo Meloni e il ruolo di Mattarella

Nella parte conclusiva, Tommaso Cerno esprime una valutazione favorevole all’azione dell’esecutivo, in particolare sul fronte delle misure per la sicurezza. Il giornalista sostiene: “Insomma la violenza è diventata un format elettorale. E fa bene il governo ad andare avanti con il decreto Sicurezza”.

Il riferimento è al provvedimento sostenuto dal governo di Giorgia Meloni e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Secondo l’analisi proposta, tali misure si inserirebbero in un contesto europeo che viene richiamato in modo selettivo nel dibattito politico nazionale.

Published by
Lorenzo Costantino

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