Giorgia Meloni affronta le tensioni con Donald Trump tra Nato, energia e crisi internazionali, mentre prova a mantenere l’equilibrio nei rapporti con gli Stati Uniti.
Nel contesto del vertice europeo, Giorgia Meloni si trova a gestire una fase complessa nei rapporti internazionali, segnata dalle tensioni con Donald Trump. La premier, incalzata sulle relazioni con l’ex presidente americano, chiarisce: “Non l’ho sentito al telefono”.
Alle domande su un possibile riavvicinamento, aggiunge: “La nostra relazione con gli Stati Uniti è sempre solida. Quanto ai miei rapporti con Trump, non c’è niente di particolare che io stia facendo in questo momento”. Parole che arrivano mentre emergono segnali di contatti informali tra le ambasciate, senza però sviluppi concreti verso un incontro ufficiale.
Il nuovo scenario internazionale mette pressione all’esecutivo italiano, chiamato a ridefinire una linea autonoma rispetto alle scelte di Washington, soprattutto su temi strategici come la Nato e le crisi globali.
Il cambio di posizione di Giorgia Meloni si riflette anche nelle principali crisi geopolitiche. Sulla missione Unifil in Libano, la premier sottolinea: “Ho parlato di Unifil con il presidente libanese Aoun. Penso che una presenza internazionale al confine tra Libano e Israele rimanga fondamentale. Ne stiamo discutendo con i nostri partner”.
Diversa la posizione degli Stati Uniti, che frenano sulla proroga della missione, creando nuove tensioni tra le due sponde dell’Atlantico. Allo stesso modo, Meloni prende posizione sull’ipotesi di un invito a Vladimir Putin al G20: “Penso sia il momento in cui siamo noi a chiedergli di fare qualche passo avanti, non noi a farlo nei suoi confronti”.
Anche sul fronte Nato, la premier interviene sulla possibile esclusione della Spagna: “Non vedo positivamente questa minaccia Usa e credo si debba lavorare per rafforzare la Nato e la sua colonna europea”.
Sul piano europeo, il confronto si concentra anche sulle politiche energetiche e sulle spese per la difesa. Giorgia Meloni evidenzia le difficoltà condivise: “Anche i tedeschi si rendono conto delle difficoltà a cui andiamo incontro. Ma c’è la volontà di venirsi incontro”.
Nel dialogo con il cancelliere Friedrich Merz, la premier sottolinea l’assenza di chiusure: “Dalla Germania non trovo una chiusura nel senso di dire ‘non ci interessa’”. Tuttavia, le priorità cambiano rapidamente: “Le spese per la difesa restano importanti. Ma se abbiamo il problema dell’energia, capite che c’è una priorità che purtroppo viene prima”.
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