Carlo Calenda accusa Giorgia Meloni sul 25 aprile di aver omesso gli spari di Roma nel suo resoconto, riaccendendo lo scontro politico sulla giornata.
Torna alta la tensione tra Carlo Calenda e Giorgia Meloni dopo le celebrazioni del 25 aprile. Quello che nelle ultime settimane sembrava un rapporto improntato al pragmatismo si è incrinato nuovamente a seguito delle polemiche legate alla gestione e al racconto degli eventi della giornata.
In tarda serata, la presidente del Consiglio ha diffuso un bilancio degli episodi registrati durante cortei e manifestazioni, soffermandosi su casi di intolleranza e contestazioni. Un resoconto che, però, secondo Carlo Calenda, risulta incompleto per l’assenza di un riferimento a quanto accaduto a Roma, dove due iscritti all’Anpi sono rimasti feriti da colpi d’arma da fuoco mentre rientravano a casa.
Per il leader di Azione, si tratta di un’omissione rilevante, definita come un’occasione mancata per rappresentare in modo completo i fatti della giornata.
Nel messaggio pubblicato, Giorgia Meloni ha scritto:
“Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione:
• Aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione;
• Sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati;
• Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati;
• La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine
Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”
La replica di Carlo Calenda è arrivata attraverso i social con toni critici:
“Non ha ragione. Non menziona l’unico episodio che non corrisponde alla sua narrazione: i due feriti alla manifestazione di Roma. Questa roba è disgustosa. Mi spiace”
Le celebrazioni del 25 aprile hanno fatto registrare momenti di tensione anche in altre città, tra cui Milano, dove si sono verificati episodi di contestazione durante i cortei, in particolare nei confronti della Brigata ebraica e della presenza di bandiere ucraine.
Sul tema è intervenuta anche Anna Paola Concia, che ha dichiarato:
“Il 25 aprile muore qui, con fascisti che accerchiano la brigata ebraica urlando ‘siete saponette mancate’ e che impediscono alle bandiere ucraine di partecipare alla manifestazione”
Il quadro emerso dalla giornata evidenzia un clima di forte contrapposizione politica, con divergenze che coinvolgono anche esponenti appartenenti a schieramenti diversi. Le polemiche successive alle celebrazioni contribuiscono a segnare una nuova distanza tra le forze politiche.
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