Chiara Costanzo tra le vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana: il racconto dei genitori tra dolore, ricordi e richiesta di giustizia.
La perdita di Chiara Costanzo, 16 anni, resta una ferita aperta per la famiglia e per chi la conosceva. La giovane è tra le vittime dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno all’interno del locale Le Costellation a Crans-Montana.
A ricordarla sono i genitori, Andrea Costanzo e la madre la Lanella, che hanno ripercorso quei momenti in un’intervista televisiva. “È un dolore troppo difficile da sopportare e da accettare”, ha dichiarato il padre. La madre ha aggiunto: “Era una persona unica e leale, aveva un grande senso di giustizia. Brillava senza nemmeno accorgersene”.
Quella sera, la ragazza si trovava nel locale insieme all’amico Achille Barosi, anche lui 16enne e tra le vittime. Il padre era nelle vicinanze quando è stato dato l’allarme.
Andrea Costanzo ha raccontato i momenti immediatamente successivi allo scoppio dell’incendio: “Sono entrato nel locale, i soccorsi erano appena arrivati – ricorda l’uomo – c’era molto fumo, sono uscito perché non vedevo più niente e non potevo lasciare mio figlio di 11 anni”.
Il ricordo di quella notte resta difficile da affrontare: “Quello che ricordo era il sollievo dei genitori che sentivano le risposte dei loro figli e l’angoscia di chi, invece, non riceveva nulla. Sto cercando di eliminare delle immagini dalla mia testa, come quelle dei giovani urlanti e dell’odore di bruciato”.
La madre, la Lanella, ha appreso della morte della figlia il giorno successivo. “Nostra figlia Camilla si è presa carico del nostro dolore, anche se lei stava male”, ha spiegato. Entrare nella stanza di Chiara Costanzo è ancora oggi un momento difficile: “È un momento molto difficile, perché vedi una vita che si interrompe all’improvviso. C’erano ancora i libri aperti e gli appunti sulla scrivania, non ho ancora lavato il suo pigiama. Quando entro c’è sempre un profumo che non mi spiego, abbiamo messo in camera la sua urna ed è circondata dai suoi peluche”.
Dal dolore nasce anche un’iniziativa concreta. La famiglia ha deciso di creare una fondazione dedicata a Chiara Costanzo, con l’obiettivo di sostenere altri giovani. “Non è solo un sostegno economico, ma regaliamo ‘borse di sogni’ – spiega il padre – vogliamo creare una comunità vivente. Questa è l’unica cosa di Chiara che mi fa sorridere”.
Resta aperto anche il fronte giudiziario. Andrea Costanzo ha sottolineato: “Le responsabilità sono molto chiare – conclude l’uomo – è giusto aspettare i tempi della giustizia, ma i colpevoli non possono rimanere impuniti. Le fatture degli ospedali? Vergognose, è una vera disumanizzazione della burocrazia. La Svizzera, come Paese, non è uscita bene da questa vicenda”.
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