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Crociera nel caos sulla Mv Hondius, il comandante avrebbe sottovalutato i rischi da contagio, “La nave è sicura”

Sulla Mv Hondius l’hantavirus provoca tre vittime: il passeggero Ruhi Cenet racconta ritardi nelle comunicazioni e attività proseguite dopo il primo decesso.

Mv Hondius, le rassicurazioni del comandante dopo il primo decesso

Doveva essere una crociera esclusiva tra i territori più remoti del Sud Atlantico, ma il viaggio della Mv Hondius si è trasformato in una grave emergenza sanitaria. La nave, partita il 1 aprile dal porto argentino di Ushuaia, trasportava quasi 150 persone tra turisti ed equipaggio quando a bordo si è verificato il primo caso riconducibile all’hantavirus.

L’11 aprile un turista olandese di 70 anni è morto durante la navigazione. Subito dopo il decesso, secondo quanto riferito da diversi passeggeri presenti sulla nave, il comandante Jan Dobrogowski avrebbe rassicurato tutti spiegando che si trattava di “cause naturali” e che non esistevano rischi per gli altri viaggiatori.

Durante la comunicazione ufficiale, il comandante avrebbe dichiarato: «La nave è sicura», invitando i presenti a proseguire regolarmente il viaggio. Nei giorni successivi, però, la situazione sanitaria si è aggravata rapidamente. Il numero delle vittime è salito a tre, mentre otto persone sono risultate contagiate. Oltre cento passeggeri sono stati successivamente posti in quarantena e sottoposti a controlli medici.

Secondo le ricostruzioni diffuse dai media internazionali, diverse attività comuni sarebbero continuate anche dopo il primo decesso, compresi buffet, incontri collettivi e momenti condivisi nelle aree della nave.

Il racconto di Ruhi Cenet: “Non ci avevano informati bene”

Tra i passeggeri presenti sulla Mv Hondius c’era anche lo youtuber turco Ruhi Cenet, partito per documentare alcune isole remote dell’Atlantico meridionale. Rientrato in Turchia, ha raccontato la propria esperienza durante il periodo di autoisolamento nella sua abitazione di Istanbul.

«Si è scoperto che non eravamo stati informati bene», ha dichiarato Ruhi Cenet nelle interviste rilasciate ai media internazionali. Lo youtuber ha spiegato che fino a quel momento il comandante non aveva partecipato direttamente ai briefing quotidiani organizzati per aggiornare i passeggeri.

Il racconto descrive momenti di forte tensione a bordo dopo l’annuncio del primo decesso. «Quando ha annunciato che qualcuno era morto, ho avvertito subito qualcosa di strano», ha spiegato. «È stato spaventoso, perché non eravamo preparati a niente di tutto questo».

Secondo quanto riferito dal passeggero turco, molti viaggiatori continuarono a frequentare spazi comuni senza avere piena consapevolezza della situazione sanitaria che si stava sviluppando sulla nave.

I controlli sanitari e le verifiche sui passeggeri sbarcati

Con l’aumento dei casi sospetti, le autorità sanitarie hanno avviato verifiche sui passeggeri rientrati nei rispettivi Paesi dopo la fine della crociera. Alcuni turisti, secondo le ricostruzioni emerse nelle ore successive, sarebbero sbarcati senza avere ricevuto informazioni complete sui possibili rischi legati all’hantavirus.

La gestione dell’emergenza ha portato all’isolamento di oltre cento persone e all’avvio di monitoraggi sanitari internazionali per ricostruire eventuali contatti avuti dai viaggiatori dopo il rientro.

Ruhi Cenet ha riferito di essersi sottoposto a esami del sangue dopo il ritorno in Turchia e di non avere manifestato sintomi. Lo youtuber ha spiegato di essersi isolato volontariamente nella propria cabina nei giorni successivi alla prima morte registrata sulla nave.

Published by
Claudia De Napoli

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