Le parole di Carlo Calenda contro Matteo Salvini riaccendono le tensioni nel centrodestra tra Biennale di Venezia, Russia e governo Meloni.
Nuovo scontro politico tra Carlo Calenda e Matteo Salvini dopo la visita del leader della Lega al padiglione russo della Biennale di Venezia 2026. Ospite della trasmissione “In altre parole” su La7, il senatore e leader di Azione ha commentato con sarcasmo la presenza del vicepremier all’evento veneziano.
“Se Salvini visita un prosciuttificio, non si accorge della differenza col padiglione russo alla Biennale. La sua espressione facciale sarebbe sempre la stessa”, ha dichiarato Calenda durante l’intervista televisiva.
Le parole del leader di Azione arrivano in un momento già delicato per gli equilibri interni alla maggioranza di centrodestra. La visita di Salvini al padiglione russo ha infatti alimentato nuove polemiche sulla politica estera del governo e sui rapporti tra la linea atlantista sostenuta da Giorgia Meloni e le posizioni espresse dalla Lega.
Negli ultimi mesi il tema dei rapporti con la Russia è tornato più volte al centro del dibattito politico italiano, soprattutto dopo le tensioni internazionali e il confronto sulle strategie energetiche europee.
Nel corso dell’intervista Carlo Calenda ha rilanciato anche le critiche sui rapporti tra la Lega e la Russia, tornando sul tema delle trattative energetiche e dei contatti politici internazionali.
“Sappiamo che questa impresa non gli è riuscita, ma sappiamo pure che ha mandato una persona sua a negoziare prestiti su mediazioni di vendita per finanziare il partito”, ha dichiarato il leader di Azione riferendosi alle polemiche degli anni scorsi legate ai rapporti tra il Carroccio e ambienti vicini a Vladimir Putin.
Calenda ha inoltre ricordato che l’accordo di cooperazione tra la Lega e Russia Unita, il partito del presidente russo, risulta ancora formalmente attivo. Le dichiarazioni hanno immediatamente riacceso il confronto politico tra opposizioni e maggioranza.
Il leader di Azione ha poi criticato direttamente anche Giorgia Meloni, sostenendo che la presidente del Consiglio dovrebbe prendere posizione pubblicamente nei confronti delle iniziative di Salvini considerate divergenti rispetto alla linea ufficiale del governo.
“Se Salvini fa una cosa che è opposta alla linea del governo, fai una dichiarazione pubblica”, ha affermato Calenda nel corso della trasmissione.
Nella parte finale dell’intervista, Carlo Calenda è tornato anche su una sua previsione politica del settembre 2022, quando aveva ipotizzato una durata molto breve del governo guidato da Giorgia Meloni.
Il leader di Azione ha spiegato di aver ritenuto che il centrodestra avrebbe applicato integralmente il programma elettorale presentato in campagna. “Pensavo che avrebbero fatto quello che avevano scritto nel programma”, ha dichiarato.
Secondo Calenda, il governo avrebbe poi modificato molte delle posizioni annunciate prima delle elezioni una volta confrontatosi con la gestione concreta del Paese e con gli equilibri europei e internazionali.
Nel commentare quella previsione rivelatasi errata, il senatore ha concluso con una battuta autocritica: “Sono stato molto ingenuo, pensavo che avrebbero fatto il loro programma. Sono stato un pirla praticamente”.
Le dichiarazioni del leader di Azione hanno subito acceso il dibattito politico e mediatico, rilanciando le tensioni già presenti all’interno della maggioranza di governo.
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