Il topo colilargo torna al centro dell’attenzione dopo il caso Hantavirus sulla Mv Hondius e il video girato da un’influencer in Argentina.
Il topo colilargo, nome comune dell’Oligoryzomys longicaudatus, è il roditore indicato tra i possibili elementi al centro degli accertamenti sul focolaio di Hantavirus collegato alla nave Mv Hondius. La vicenda riguarda due escursionisti olandesi, passeggeri dell’imbarcazione, poi deceduti dopo l’infezione. Secondo le ricostruzioni in corso, il possibile contatto con il roditore sarebbe avvenuto durante un’escursione nell’area di Ushuaia, in Argentina. Il colilargo è un piccolo animale selvatico diffuso in Cile e nell’Argentina meridionale: pesa poche decine di grammi, ha occhi grandi, orecchie piccole e una coda molto lunga, caratteristica da cui deriva il nome. È una specie legata ad ambienti naturali e rurali, conosciuta perché può essere associata al virus delle Ande, una variante dell’Hantavirus.
In Argentina, un’influencer si è imbattuta in un esemplare di topo colilargo e ha registrato un video mentre lo teneva tra le mani. Nel filmato la ragazza si rivolge all’animale dicendo: “Come sei carino, non mordermi”. La scena ha provocato molte critiche, soprattutto dopo il collegamento tra il roditore e i casi di Hantavirus emersi negli ultimi giorni. La stessa influencer ha poi spiegato: “Non sapevo che quello fosse il topo dalla coda lunga portatore del virus. Ho solo visto un animale molto carino, e quella sera ho scoperto che in quella settimana erano morte delle persone a causa di un’epidemia proprio lì”. Il caso è stato rilanciato anche perché a Bariloche, città della ragazza, un uomo è stato ricoverato in terapia intensiva per Hantavirus.
Sul rischio per l’Italia, Giovanni Cattoli, direttore sanitario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, ha chiarito che il colilargo “non è presente in Europa e in Italia”. L’esperto ha spiegato che anche in Europa gli Hantavirus hanno come serbatoio principale alcuni roditori, ma si tratta di specie diverse rispetto al topo colilargo sudamericano. La precisazione è rilevante perché il caso della Mv Hondius ha aumentato l’attenzione sul tema, ma non modifica il quadro relativo al territorio italiano. Gli accertamenti sull’origine del focolaio restano affidati alle autorità sanitarie competenti. Allo stato attuale, il collegamento tra i decessi, il viaggio e il possibile contatto con roditori infetti resta oggetto di verifica epidemiologica.
This website uses cookies.