Conte attacca la Meloni a 4 di sera su stipendi, lavoro e giovani, mentre torna il confronto sul Superbonus nato durante i suoi governi a Palazzo Chigi.
Nuovo affondo di Giuseppe Conte contro Giorgia Meloni. Intervenuto a 4 di sera, il programma di Rete4, il presidente del Movimento 5 Stelle ha criticato la lettura del governo sull’economia italiana e sulle condizioni delle famiglie. Conte ha dichiarato: “Giorgia Meloni vive nel paese delle meraviglie, c’è uno scollamento rispetto alla popolazione. Parlo delle famiglie che non arrivano a fine mese, di un lavoratore su 4 che vive con 1000 euro al mese, dei giovani che sono costretti ad andare via”. L’ex presidente del Consiglio ha quindi contestato il racconto della premier, sostenendo che i numeri sull’occupazione non siano sufficienti a descrivere la situazione reale del Paese.
Nel suo intervento, Conte ha riconosciuto l’aumento degli occupati, ma ha spostato l’attenzione sulla qualità del lavoro e sui salari. Il leader del Movimento 5 Stelle ha detto: “Meloni non dice tutte falsità, c’è l’aumento degli occupati, un trend che continua dal 2022, ma gli stipendi sono sempre più bassi, abbiamo il record negativo in Europa”. Poi ha aggiunto un attacco diretto alla comunicazione della presidente del Consiglio: “Ha una parlantina di grande livello, si vede che fa politica da quando aveva 16 anni, che se la sa cavare con la comunicazione, ma la politica non può essere solo capacità comunicativa perché gli elettori sanno che ci sono stati 4 anni di nulla”. Parole che confermano il tono dello scontro politico tra il Movimento 5 Stelle e la maggioranza.
Le critiche di Conte alla Meloni si inseriscono in un confronto più ampio anche sulle responsabilità dei precedenti governi. Nel dibattito politico resta centrale il tema del Superbonus 110%, misura introdotta durante il governo guidato da Conte e diventata negli anni uno dei punti più contestati sul piano dei conti pubblici. La misura, difesa a lungo dal Movimento 5 Stelle, è stata al centro di polemiche per il costo sostenuto dallo Stato, per le frodi emerse e per le difficoltà di imprese e condomini rimasti coinvolti nei cantieri. Il confronto tra Conte e la maggioranza resta quindi concentrato su due piani: da un lato salari, occupazione e potere d’acquisto; dall’altro il peso delle scelte economiche degli esecutivi precedenti.
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