Dopo l’attacco di Modena, Roberto Vannacci chiede la remigrazione e collega il caso El Koudri al tema sicurezza, immigrazione e integrazione.
L’attacco avvenuto a Modena, dove Salim El Koudri è accusato di aver travolto alcuni passanti in via Emilia, entra anche nello scontro politico nazionale. Sul caso è intervenuto Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, con un post pubblicato sui social e dedicato al tema della remigrazione.
Il riferimento è alla vicenda del 31enne nato in Italia da famiglia di origine marocchina, arrestato dopo l’investimento che ha provocato otto feriti. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Modena e puntano a chiarire dinamica, movente e condizioni personali dell’uomo.
Nel suo intervento, Vannacci ha escluso una lettura limitata alla sola cronaca giudiziaria. “Quello che è accaduto a Modena non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca o a follia di uno squilibrato. Gli elementi caratteristici ci sono tutti: immigrato di prima o seconda generazione, islamico e in probabile contatto con le frange estremiste e radicalizzate musulmane”, ha scritto il leader di Futuro Nazionale.
Nel post, pubblicato con il titolo “Quante Modena dovranno ripetersi per capire che ci vuole la remigrazione”, Roberto Vannacci ha rilanciato una delle parole d’ordine del suo movimento politico.
“Chi non rispetta le nostre leggi deve essere espulso”, ha aggiunto. Poi ha proseguito: “Culture incompatibili con la nostra non possono restare. Chi viene in Italia deve rispettare l’Italia. Chi vuole restare la deve amare”.
La posizione di Vannacci si inserisce nel confronto politico seguito ai fatti di Modena, con il centrodestra orientato a chiedere misure più severe su sicurezza, cittadinanza e permanenza sul territorio nazionale. Il termine remigrazione viene usato dal leader di Futuro Nazionale per indicare il rimpatrio di chi, secondo la sua linea politica, non rispetta le regole del Paese.
La ricostruzione investigativa procede su un piano distinto rispetto alle dichiarazioni politiche. Salim El Koudri è cittadino italiano, nato a Seriate, in provincia di Bergamo, e residente nel Modenese. Dopo l’attacco è stato arrestato e risulta indagato per strage e lesioni aggravate.
Dalle prime verifiche non sarebbero emersi elementi certi di radicalizzazione religiosa o collegamenti con gruppi estremisti. Gli accertamenti sui dispositivi elettronici e sui contatti dell’uomo sono ancora in corso, mentre gli investigatori stanno approfondendo anche il suo quadro personale e sanitario.
Secondo quanto emerso, El Koudri sarebbe stato seguito in passato dai servizi di salute mentale e avrebbe interrotto le cure. Le autorità stanno valutando se il gesto sia maturato in un contesto di grave disagio personale e psichiatrico, senza escludere ulteriori verifiche sul movente.
Nel suo intervento, Vannacci ha attaccato anche il sistema giudiziario e penitenziario, sostenendo che lo Stato finirà per sostenere i costi legati al processo e all’eventuale detenzione dell’indagato.
“Ora a questo delinquente non solo pagheremo tutte le spese legali per la sua difesa ma pagheremo anche i 30 anni che passerà nelle nostre carceri al modico costo di 140 euro al giorno, sperando che qualche giudice non lo liberi prima. Quelli che ci dovevano pagare le pensioni! Remigrazione”, ha concluso.
Le parole del leader di Futuro Nazionale arrivano mentre la città di Modena resta segnata dall’attacco e mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti. Sul piano giudiziario, sarà la magistratura a definire responsabilità, aggravanti e qualificazione finale dei reati contestati. Sul piano politico, invece, il caso continua ad alimentare il confronto su sicurezza, cittadinanza e integrazione.
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