La parola chiave Tommaso Cerno entra nel caso Modena: il giornalista critica la sinistra e difende Luca Signorelli, ferito fermando l’aggressore.
Il caso di Modena continua a occupare il confronto politico dopo l’arresto di Salim El Koudri, accusato di avere investito alcune persone con l’auto e di avere poi aggredito con un coltello chi è intervenuto per fermarlo. Tra i cittadini che hanno bloccato l’uomo c’è Luca Signorelli, rimasto ferito durante l’intervento.
Sulla vicenda è intervenuto Tommaso Cerno, che ha criticato la lettura della cittadinanza italiana di El Koudri come elemento sufficiente per definire l’appartenenza a un Paese. Il giornalista ha costruito il proprio ragionamento distinguendo tra dato amministrativo e adesione a un sistema di valori.
“La nuova moda a sinistra è continuare a ripetere ossessivamente che Salim El Koudri, l’attentatore di Modena, è italiano. Ed è vero. Hanno ragione, dal punto di vista dei documenti”, ha affermato Cerno.
Il passaggio più netto riguarda Luca Signorelli, l’uomo che, secondo le ricostruzioni, ha affrontato l’aggressore a mani nude ed è stato colpito con un coltello. Cerno lo ha indicato come esempio opposto rispetto alla lettura formale della cittadinanza.
“Ma per me il vero italiano è Luca Signorelli, l’uomo che a mani nude ha fermato l’assalitore, rischiando la vita e prendendosi due coltellate. E lo sono anche, molto più di El Koudri, i due egiziani che hanno contribuito a bloccarlo”, ha dichiarato.
Il giornalista ha poi aggiunto: “Non m’importa niente di quale passaporto abbiano in tasca, per me sono connazionali”.
La posizione di Cerno inserisce il caso di Modena nel confronto politico sulla cittadinanza, ma anche sul significato pubblico attribuito alla parola “italiano”.
Nel suo intervento, Tommaso Cerno ha sostenuto che la cittadinanza non possa essere ridotta a un dato burocratico. La sua argomentazione riguarda il rapporto tra documenti, comportamento individuale e adesione a un sistema di regole condivise.
“Io considero «italiano» colui che ha una visione compatibile con il significato che questa parola ha ancora, con i valori dell’Occidente e con la difesa della nostra civiltà”, ha affermato.
Il giornalista ha poi criticato una parte della sinistra, accusandola di usare la cittadinanza di El Koudri come elemento di difesa politica. “Ridurre tutto a una questione amministrativa – come fa buona parte della sinistra che usa la cittadinanza italiana come uno scudo per difendere El Koudri – significa non solo non aver capito il nemico che si insinua nelle nostre città, ma non avere neanche più gli anticorpi per difendersi”, ha detto.
Queste parole rappresentano una valutazione politica di Cerno e si inseriscono in una discussione ancora aperta, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti sul movente e sul profilo dell’arrestato.
Nella parte finale del suo intervento, Cerno ha accusato la sinistra di avere spostato l’attenzione dalla condizione delle persone colpite e dei cittadini intervenuti per fermare l’aggressore alla cittadinanza dell’indagato.
“Ed è significativo che a farlo siano le stesse persone che ogni dieci minuti sventolano la Costituzione. Il vero errore che ho fatto, quando domenica ho scritto di questo attentato, è stato pensare che ci sarebbero volute 48 ore prima che la sinistra iniziasse a difendere l’investitore anziché gli investiti”, ha dichiarato.
Il giornalista ha concluso con una lettura politica del caso: “Invece è successo molto prima. Perché c’è una parte politica disposta a tapparsi gli occhi davanti a una strage, piuttosto che fare i conti con la parola immigrazione che da molto tempo non è un sinonimo, bensì un ossimoro di integrazione”.
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