Marco Rizzo critica il passaggio sul 5% del Pil alla difesa nella mozione di maggioranza e rilancia la neutralità dell’Italia.
Il tema delle spese militari entra nel confronto politico dopo il caso legato alla mozione di maggioranza sulla sicurezza energetica. Nel testo preparato dal centrodestra era comparsa la richiesta di impegnare il governo a rivedere l’obiettivo del 5% del Pil destinato alla difesa. Un passaggio poi eliminato prima del voto, dopo le tensioni interne alla maggioranza.
Sulla vicenda è intervenuto Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, che in una dichiarazione a Voce Libera ha criticato la gestione del dossier e la posizione assunta dalle forze di governo.
Secondo quanto emerso nel corso dell’esame parlamentare, il riferimento al 5% del Pil per la difesa era stato inserito nella mozione del centrodestra sulla sicurezza energetica. La formulazione, tuttavia, è stata successivamente rimossa, segnando una correzione politica su un tema sensibile sia per gli equilibri della maggioranza sia per il rapporto con gli impegni internazionali dell’Italia.
La questione riguarda il peso della spesa militare nel bilancio pubblico e il rapporto tra risorse destinate alla difesa, welfare, sanità, scuola e sicurezza interna. In questo quadro si colloca l’intervento di Rizzo, che ha contestato l’orientamento favorevole a un incremento degli stanziamenti militari.
Rizzo ha affermato: “’Rivedere l’obiettivo del 5% del Pil destinato alle spese per la Difesa’. La richiesta che il governo si impegni a tal fine compare nella mozione preparata dal Centrodestra sul tema della sicurezza energetica. Poi, dopo un’ora, sparisce. La Lega ha timidamente provato a opporsi alla logica della guerra e delle armi, salvo poi fare marcia indietro come un gattino spaventato quando Meloni e (soprattutto) Crosetto hanno detto no. Il tutto con l’opposizione parlamentare che parla di caos che certo non avrebbe fatto diversamente. E’ l’ennesima dimostrazione di come l’unica soluzione sia la neutralità dell’Italia. Fuori della Nato, fuori dall’Ue. Soldi a scuole, ospedali, anziani, sicurezza e non alle lobby delle armi”.
La dichiarazione chiama in causa la Lega, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto, inserendo il caso della mozione in una critica più ampia alla collocazione internazionale dell’Italia.
Per Democrazia Sovrana Popolare, il tema non riguarda soltanto la singola formulazione cancellata dalla mozione, ma la linea complessiva dell’Italia su Nato, Unione europea e spese militari. Rizzo ha rilanciato la proposta della neutralità italiana, sostenendo la necessità di destinare maggiori risorse a scuola, sanità, anziani e sicurezza.
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