Roberto Vannacci interviene sul caso Salim El Koudri a Modena e chiede la revoca della cittadinanza italiana dopo l’attacco in centro.
Roberto Vannacci interviene sul caso di Salim El Koudri, il 31enne italiano di origine marocchina arrestato dopo l’attacco con l’auto nel centro storico di Modena. L’eurodeputato e leader di Futuro Nazionale ha definito l’episodio un atto terroristico, usando parole nette a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
L’episodio è avvenuto sulla via Emilia, dove l’uomo, alla guida di un’auto lanciata a forte velocità, ha travolto diversi passanti. Dopo l’impatto, secondo le ricostruzioni di cronaca, El Koudri avrebbe tentato la fuga a piedi con un coltello in mano. Un uomo che cercava di bloccarlo sarebbe rimasto ferito.
Le indagini proseguono per chiarire il movente e la dinamica completa. La posizione di Vannacci è una valutazione politica e resta distinta dal piano giudiziario, dove gli accertamenti sono ancora in corso.
Nell’intervista rilasciata a Strasburgo, Vannacci ha collegato il gesto a una matrice di odio verso la società occidentale. “Questa è una persona che ha cercato il terrore e che è stata mossa da odio, da disprezzo nei confronti della nostra società, della nostra identità, della nostra cristianità, ed è una cosa talmente evidente che traspare soprattutto dalla modalità con la quale questo attacco è stato portato: perché di persone in cura psichiatrica in Italia ce ne sono tante, ma guarda caso non c’è nessun italiano di etnia europea che si è mai lanciato con una macchina contro una folla per cercare di effettuare il maggior numero di vittime, di ferirne il maggior numero. E che poi ha proseguito con un coltello in mano”.
Il leader di Futuro Nazionale contesta quindi le letture che riducono l’episodio a un gesto legato esclusivamente alla condizione psichica dell’indagato. Per Vannacci, le modalità dell’attacco richiamerebbero schemi già osservati in altre città europee colpite da azioni violente con veicoli lanciati sulla folla.
Vannacci ha poi richiamato una serie di precedenti internazionali, citando attentati avvenuti negli anni scorsi in diverse città. “Chi si rifiuta di chiamarlo ‘terrorista’, o comunque odiatore, o comunque persona che nutriva un grande disprezzo per la nostra società e che ha agito proprio in questo senso, rifiuta la realtà. Rifiuta di vedere le cose come sono, oppure è in malafede”.
L’eurodeputato ha fatto riferimento anche ai proclami jihadisti del passato e alle modalità d’azione indicate contro i Paesi occidentali. “Perché non ci dobbiamo dimenticare – non credo che queste persone abbiano la memoria corta – Mohammed al-Qahtani nel 2015 quando lanciava il suo proclama di lotta contro i crociati, di prendere qualsiasi cosa con i coltelli, con i sassi, con i veicoli lanciandosi sulla folla per uccidere più persone possibili del mondo occidentale”.
Secondo Vannacci, il caso Modena avrebbe tratti simili ad altri episodi: “E guarda caso questo signore ha fatto esattamente la stessa cosa, quella che è successa a Nizza, a Berlino durante i mercatini di Natale, a Barcellona, a Stoccolma, a Londra, a New York, a New Orleans… tutte le medesime tattiche, tecniche e procedure”.
Il secondo punto dell’intervento riguarda la cittadinanza. Vannacci ha sostenuto che il caso dimostrerebbe come l’acquisizione della cittadinanza non basti a garantire integrazione. “Abbiamo anche scoperto che la cittadinanza non è un metodo di integrazione. Tutt’altro”.
L’eurodeputato ha poi avanzato l’ipotesi della revoca della cittadinanza italiana, sostenendo che El Koudri potrebbe avere anche quella marocchina. “Ma anche su questo c’è da discutere, perché essendo marocchino di origine, e probabilmente avendo in precedenza lui la cittadinanza marocchina, non credo che l’abbia negata. Quindi questa persona ha doppia cittadinanza, ha doppio passaporto, marocchino e italiano: allora si può tranquillamente, a mio avviso, procedere alla rimozione della cittadinanza italiana”.
Per Vannacci, l’atto contestato all’indagato sarebbe incompatibile con i doveri previsti dalla Costituzione. “Visto che questa persona ha compiuto non solo un atto terroristico nei confronti del popolo italiano, ma ha contravvenuto a uno dei primi doveri previsti dalla Costituzione, l’osservanza alla Costituzione e alle leggi della nostra nazione”.
La conclusione dell’intervento riguarda l’eventuale esecuzione della pena. Vannacci ha chiesto che, in caso di condanna, El Koudri sconti la pena nel Paese di origine.
“Non c’è più motivo che questa persona mantenga una cittadinanza acquisita. E poi che sconti la pena, secondo me, nel Paese di origine. Le relazioni internazionali servono proprio a questo. Servono proprio a stabilire degli accordi tra le nazioni, e noi dovremmo tendere proprio, con il nostro Ministero degli esteri e con il nostro governo, a ottenere questo beneplacito del Marocco affinché questo assassino, questo criminale, questo delinquente sconti la pena nel Paese di origine”.
L’eurodeputato ha aggiunto anche un riferimento ai costi della detenzione: “Anche perché se no, se la sconta da noi, lo dovremmo pagare 140 euro al giorno: che insomma, mi sembra che per la pena che mi auguro venga data a questo criminale, sarebbero anni e anni e anni e decenni di spese per una persona che fondamentalmente ci odia”.
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