Global Sumud Flotilla al centro dello scontro in Senato tra Mentana e la Nirenstein: accuse, repliche e il richiamo alle parole di Mattarella.
Tensione in Senato durante il convegno dedicato a Oriana Fallaci, a vent’anni dalla morte. Il confronto tra Enrico Mentana e la Fiamma Nirenstein si è acceso sul caso della Global Sumud Flotilla, fermata da Israele mentre tentava di raggiungere Gaza.
Il botta e risposta è nato quando ai relatori è stato chiesto che cosa avrebbe pensato oggi la Fallaci della vicenda. Da quel momento, il dibattito si è spostato sul blocco delle imbarcazioni, sul trattamento riservato agli attivisti e sulle reazioni istituzionali arrivate dopo la diffusione delle immagini con il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir.
La Nirenstein ha sostenuto la legittimità dell’intervento israeliano, definendo la Global Sumud Flotilla un “convoglio nemico”. Secondo la giornalista, Israele avrebbe agito “con grazia e gentilezza” nel fermare le imbarcazioni.
La Nirenstein ha però preso le distanze dal comportamento del ministro Ben-Gvir, giudicando il suo intervento un errore politico e comunicativo. Nel suo ragionamento, la questione principale resta la natura dell’iniziativa diretta verso Gaza, considerata non una semplice mobilitazione civile ma un’azione ostile verso Tel Aviv.
La giornalista ha negato che vi siano state violazioni e ha richiamato anche le norme sugli attracchi in aree di guerra, sostenendo che le imbarcazioni avrebbero avuto la possibilità di dirigersi verso il porto di Ashdod.
Enrico Mentana ha replicato richiamando la posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva parlato di persone fermate illegalmente in acque internazionali e di trattamento incivile.
Il direttore del TgLa7 ha contestato la definizione di “nemici” riferita agli attivisti. Nel suo intervento ha affermato: “Erano manifestanti senza armi, non nemici”. Una frase con cui ha spostato l’attenzione sul diritto di manifestare e sui limiti dell’azione militare nei confronti di persone non armate.
Mentana ha poi insistito sulle immagini circolate dopo il fermo, giudicandole “indignanti”. Secondo il giornalista, il punto non sarebbe soltanto il comportamento personale di Ben-Gvir, ma il trattamento applicato agli attivisti fermati dalle forze israeliane.
Il confronto si è acceso ulteriormente quando Mentana ha sostenuto che le immagini mostrassero una procedura riconducibile ai protocolli israeliani. La Nirenstein ha respinto questa lettura, ribadendo che non vi sarebbero state violazioni.
La distanza tra le due posizioni è rimasta netta: da un lato la difesa dell’operato di Israele, pur con la critica a Ben-Gvir; dall’altro la contestazione del fermo della Global Sumud Flotilla e del trattamento riservato agli attivisti.
A chiusura del confronto, la Nirenstein ha rivendicato la propria interpretazione anche in riferimento alla figura al centro del convegno: “Oriana Fallaci avrebbe dato ragione a me”.
Il caso della Global Sumud Flotilla ha assunto una dimensione politica e diplomatica dopo la diffusione delle immagini degli attivisti fermati. La vicenda ha provocato reazioni istituzionali in Italia e all’estero, mentre il governo israeliano ha dovuto affrontare le critiche rivolte al ministro Ben-Gvir.
Il confronto tra Mentana e la Nirenstein ha riportato il tema dentro il quadro italiano, intrecciando il ricordo della Fallaci, il conflitto in Medio Oriente e la discussione sui limiti dell’azione di uno Stato nei confronti di manifestanti non armati.
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