Roberto Vannacci replica alla Moratti e rilancia Futuro Nazionale: nel mirino il centrodestra moderato, accusato di perdere identità, voti e forza politica.
Nuovo passaggio politico nel confronto interno al centrodestra dopo le prese di distanza da Roberto Vannacci e da Futuro Nazionale. Dopo le posizioni espresse da Massimiliano Romeo e Roberto Occhiuto, anche la Letizia Moratti ha chiuso a un’intesa con l’europarlamentare ed ex generale, confermando una linea politica alternativa rispetto al progetto vannacciano.
La replica di Vannacci è arrivata con toni netti. Il leader di Futuro Nazionale ha rivendicato la propria collocazione e ha criticato l’area più moderata della coalizione, sostenendo che la scelta di prendere le distanze dal suo movimento potrebbe avere conseguenze sul piano elettorale.
Nel suo intervento, Vannacci ha richiamato direttamente le ultime chiusure arrivate da esponenti del centrodestra. La dichiarazione parte da una constatazione politica: “Prima Romeo. Poi Occhiuto. Adesso Moratti chiude a Vannacci e a Futuro Nazionale. Perfetto. Ognuno è libero di scegliere da che parte stare”.
Il passaggio successivo contiene l’attacco più diretto alla linea moderata della coalizione: “Ma poi non si venga a dare la colpa a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale se questo centrodestra sbiadito, timido, tentennante e moderato finirà per perdere consensi ed elezioni”.
Parole che segnano una distanza evidente tra l’impostazione di Futuro Nazionale e quella di una parte del centrodestra istituzionale, in particolare l’area più vicina a Forza Italia e al Partito Popolare Europeo.
Secondo Vannacci, l’elettorato non sarebbe alla ricerca di una proposta centrista o di mediazione. Nella sua dichiarazione, l’ex generale insiste sulla necessità di una linea più identitaria e meno prudente.
Il passaggio è esplicito: “Perché gli italiani non cercano l’ennesima copia scolorita della sinistra. Non cercano un centrodestra che ha paura delle proprie idee. Non cercano formule di palazzo, giochi di potere, mosse del cavallo, equilibrismi europeisti e parole vuote”.
La critica riguarda quindi sia il profilo politico sia il metodo. Vannacci contrappone al centrodestra definito moderato un progetto fondato su parole d’ordine come sovranità, sicurezza, libertà e identità nazionale.
Nel testo diffuso da Vannacci viene richiamato anche il quadro europeo. Il riferimento è al Partito Popolare Europeo, alleato a Bruxelles con i Socialdemocratici in alcune dinamiche parlamentari, e indicato come uno dei punti di distanza rispetto alla linea di Futuro Nazionale.
L’ex generale afferma: “Gli italiani cercano coraggio, identità, sovranità, forza, identità, sicurezza e libertà. Cercano qualcuno che dica le cose come stanno”.
Poi aggiunge: “Se qualcuno preferisce restare ‘fedele’ ai salotti, ai diktat del Partito Popolare Europeo alleato in Europa con i Socialdemocratici (ovvero con il PD) e al pensiero unico, faccia pure”.
La dichiarazione si chiude con una rivendicazione del percorso politico autonomo intrapreso da Futuro Nazionale. Vannacci insiste sulla distanza da lobby, finanza internazionale e logiche considerate estranee agli interessi nazionali.
Il messaggio finale è diretto: “Noi restiamo fedeli all’Italia. Noi vogliamo il bene degli italiani e non delle lobbies e della finanza internazionale. Noi siamo Futuro Nazionale!”.
La presa di posizione arriva in una fase delicata per il centrodestra, impegnato a definire rapporti, confini e possibili alleanze in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. La frattura tra la linea moderata e quella rappresentata da Vannacci resta uno dei punti più visibili nel confronto politico interno alla coalizione.
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