Global Sumud Flotilla, Salvini da Reggio Calabria critica Ben Gvir ma avverte gli attivisti: “In una zona di guerra non è una passeggiata”.
Matteo Salvini torna sul caso della Global Sumud Flotilla e sul comportamento del ministro israeliano Itamar Ben Gvir. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture ha affrontato il tema parlando al mercato di largo Botteghelle, a Reggio Calabria, durante un passaggio pubblico con cittadini e sostenitori.
Il leader della Lega ha distinto due piani: da un lato la critica al comportamento del ministro israeliano, dall’altro la responsabilità di chi decide di dirigersi verso aree coinvolte in un conflitto. Il riferimento è agli attivisti fermati dopo il tentativo di raggiungere Gaza.
Nel suo intervento, Salvini ha ribadito la censura nei confronti di Ben Gvir, ma ha espresso dubbi sull’utilità politica e umanitaria dell’iniziativa della Flotilla.
Il ministro ha dichiarato: “Lo ripeto: il comportamento del ministro Ben Gvir è stato sicuramente sbagliato, ma se parti e vai in una zona di guerra non vai a fare una passeggiata in montagna. La domanda è: quanto sta aiutando la causa dei bambini di Gaza andare a cercarsi o a creare problemi in acque e in paesi che sono in guerra? Quanto qualcuno se la sta andando a cercare?”.
Le parole pronunciate a Reggio Calabria si inseriscono nel confronto politico italiano sulle missioni civili dirette verso la Striscia e sul ruolo del governo nel garantire assistenza ai connazionali coinvolti.
Il leader della Lega ha poi alzato il tono, sostenendo che dietro alcune iniziative possa esserci una finalità politica interna più che una reale attenzione alla questione palestinese.
Salvini ha aggiunto: “Temo che ci sia qualcuno che va a cercarsi grane per creare problemi in Italia a cui della causa palestinese interessa un fico secco”.
La dichiarazione punta a collegare la vicenda della Global Sumud Flotilla al clima di tensione che il tema mediorientale ha prodotto anche nel dibattito italiano. Il vicepremier ha così ribadito una linea critica verso le iniziative che, a suo giudizio, espongono volontariamente i partecipanti a rischi elevati.
Nel passaggio finale, Salvini ha richiamato il principio di prudenza per chi decide di recarsi in aree attraversate da conflitti. Rivolgendosi ai presenti, ha fatto un paragone con altri scenari di guerra.
Il ministro ha detto: “Se lei oggi volesse andare in Ucraina o in Russia, lei sa che va in un teatro di guerra e, dove c’è la guerra, purtroppo dei rischi ci sono. Israele è in guerra e quindi chi si lancia volontariamente verso uno Stato che è in guerra deve essere estremamente attento. Poi noi difendiamo i nostri connazionali ovunque siano e il diritto internazionale”.
This website uses cookies.