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Calenda chiude alla destra dopo l’incontro con la Meloni: “Sono degli incapaci”

Carlo Calenda ribadisce la linea centrista di Azione: niente accordo con la destra dopo il colloquio con la Meloni su energia e industria.

Carlo Calenda chiude alla destra e conferma la linea di Azione

Carlo Calenda respinge l’ipotesi di uno spostamento verso il centrodestra e conferma la collocazione autonoma di Azione. Dopo il colloquio a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, la Giorgia Meloni, il leader centrista ha chiarito di non voler trasformare il confronto istituzionale sui dossier economici in un avvicinamento politico alla maggioranza.

Il tema è tornato dopo le aperture arrivate da alcuni esponenti del centrodestra, in particolare da Forza Italia e dalla Lega. A quelle disponibilità, Calenda ha risposto con una presa di distanza netta, rivendicando una posizione liberale e autonoma rispetto agli schieramenti.

La frase contro il centrodestra: “Sono delle pippe”

Il passaggio più duro arriva quando Calenda spiega perché non intende entrare nell’area della destra. Il leader di Azione afferma: “Sono delle pippe!”.

Poi aggiunge: “Con questa destra non posso andare perché… semplicemente… sono degli incapaci”.

La frase segna una chiusura politica verso l’ipotesi di un’intesa stabile con il centrodestra. Nel ragionamento di Calenda, il punto non riguarda soltanto la legge elettorale o le convenienze parlamentari, ma la distanza di merito da una coalizione che giudica inadeguata nella gestione economica e industriale.

Il colloquio con la Meloni a Palazzo Chigi

L’incontro con la Meloni si è svolto a Palazzo Chigi e ha avuto come oggetto le proposte di Azione su energia e industria. Calenda ha presentato un pacchetto di misure che comprende gare per la distribuzione dell’energia elettrica, regolazione dei profitti di Enel e Terna, rinnovo delle concessioni idroelettriche e geotermiche e rifinanziamento del fondo Transizione 5.0.

Il leader di Azione ha definito il confronto “cordiale e costruttivo”, ma ha escluso conseguenze politiche sul piano delle alleanze. Sul punto ha chiarito: “Con la Meloni abbiamo parlato per ore, ma alla fine io me ne sto per i cavoli miei”.

Forza Italia, Lega e il nodo della collocazione centrista

Il confronto si inserisce in una fase in cui alcuni esponenti della maggioranza hanno mostrato interesse verso un dialogo con Azione. Il viceministro di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, ha indicato di preferire un rapporto con Calenda rispetto a Roberto Vannacci, mentre dalla Lega sono arrivati segnali di apertura da Gian Marco Centinaio.

Calenda, però, ha escluso la possibilità di aderire a una coalizione di centrodestra. Alla domanda su Forza Italia, ha riconosciuto il peso della stagione politica di Silvio Berlusconi, ma ha criticato l’assenza di liberalizzazioni dopo la sua morte.

La critica: “Destra neo statalista”

La chiusura più netta riguarda la natura politica della maggioranza. Secondo Calenda, l’attuale destra non rappresenta un approdo per i liberali. Il leader di Azione sostiene: “Ma che destra! I liberali non stanno dove sta questa destra, perché a destra ci stanno degli incapaci”.

Poi rincara: “Me ne vado da solo perché questa destra è l’espressione più neo statalista che si sia mai vista nella storia dell’universo”.

La linea indicata resta quindi quella di un centro autonomo, distinto sia dalla destra sia dalle altre forze dell’opposizione. Sulla Elly Schlein, Calenda dice: “Non è capace”. Su Giuseppe Conte, la risposta è ancora più breve: “Ma per favore”. La conclusione politica è affidata a una formula: “Sono un liberale”.

Azione punta sul centro e sui dossier economici

Il messaggio politico di Calenda è costruito su due livelli. Da una parte, il confronto con il governo sui singoli provvedimenti, soprattutto in materia di energia e industria. Dall’altra, il rifiuto di trasformare quel confronto in un patto politico con la maggioranza.

Published by
Lorenzo Costantino

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