A Ruvo di Puglia la morte di Marina Paparella, educatrice di 47 anni, arriva poco più di un mese dopo quella del marito Vito Cascione.
È morta giovedì 21 maggio Marina Paparella, educatrice di 47 anni di Ruvo di Puglia. La notizia ha raggiunto anche il liceo scientifico e linguistico Orazio Tedone, dove la Paparella era conosciuta per il lavoro svolto accanto agli studenti.
La scuola ha affidato il proprio ricordo a una lettera pubblicata sul sito dell’istituto. Nel testo si legge: “A te, Marina. Al tuo passo lieve. Alla tua mano sulle spalle dei nostri ragazzi. Al ricordo luminoso di una dedizione discreta e profonda. All’insegnamento più puro di cosa significhi accompagnare e custodire. Al tuo andare nel mondo con grazia, rispetto e silenzio”.
Parole che restituiscono il profilo professionale e umano dell’educatrice, ricordata per una presenza discreta e costante nel percorso degli alunni.
La scomparsa della Paparella arriva poco più di un mese dopo quella del marito, Vito Cascione, morto l’11 aprile a 45 anni per un malore improvviso. Anche quel decesso aveva profondamente colpito Ruvo di Puglia, dove Cascione era molto conosciuto.
Dopo la morte del marito, la Paparella aveva acconsentito alla donazione degli organi all’ospedale Bonomo di Andria. Una decisione che, secondo quanto riportato dalle cronache locali, aveva consentito il prelievo multiorgano con il coinvolgimento delle équipe sanitarie.
Nel giorno dei funerali di Cascione, l’assessora alle attività produttive del Comune di Ruvo di Puglia, Emanuela Caifasso, aveva invitato i commercianti ad abbassare le saracinesche prima della cerimonia funebre, come segno di partecipazione al lutto cittadino.
Dopo la morte della Paparella, sono stati numerosi i messaggi di cordoglio rivolti alla famiglia. Tra questi, quello del fratello Piero Paparella, che ha scritto: “È vero, siete stati fatti l’una per l’altro, ma anche noi siamo stati fatti per voi, per amarvi, per vivervi. Ciao Marina, abbracciaci Vito”.
Altri ricordi hanno richiamato il legame tra la Paparella e Cascione. In uno dei messaggi si legge: “Siete stati testimonianza di un amore fedele ed eterno, nonostante le difficoltà”.
Un altro testo diffuso dopo la notizia della morte recita: “Sembra un film d’amore, da brividi d’amore. Il primo tempo si è qui già chiuso oltre un mese fa, il secondo tempo è qui alle battute finali. Non è un film purtroppo, è una tristissima realtà. Lì i protagonisti continueranno la loro storia di amore. Marina si è ricongiunta al suo caro Vito. Aveva fretta”.
La morte della Paparella segue a breve distanza quella del marito e riporta l’attenzione su una famiglia già segnata dal lutto. Restano il ricordo dell’educatrice nel liceo Orazio Tedone e quello di Cascione, legato anche alla scelta della donazione degli organi.
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