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Piazzapulita, Montanari su Salvini: “Dice cose che nel nostro ordinamento sono criminali”

Tomaso Montanari interviene a Piazzapulita sulla cittadinanza e attacca Matteo Salvini, poi collega governo Meloni, Netanyahu e diritti in Israele.

Tomaso Montanari interviene a Piazzapulita sul tema della cittadinanza

A Piazzapulita, il programma di La7 condotto da Corrado Formigli, Tomaso Montanari è intervenuto sul tema della cittadinanza agli stranieri, tornato al centro della discussione politica dopo la tragedia di Modena.

Il rettore dell’Università per Stranieri di Siena ha criticato duramente Matteo Salvini, collegando le posizioni del vicepremier al quadro costituzionale e penale italiano. Nel corso della trasmissione, Montanari ha dichiarato: “Non dobbiamo sottovalutare il fatto che il vice-presidente del Consiglio faccia politica violando il codice penale, dicendo cose che nel nostro ordinamento sono criminali. Se si dovesse togliere la cittadinanza a qualcuno comincerei da lui, perché cosa sa della nostra Costituzione francamente non lo so”.

La frase è stata pronunciata nel corso del confronto televisivo e ha riportato l’attenzione su un tema già oggetto di contrapposizione politica: la possibilità di revocare la cittadinanza in presenza di determinati reati e secondo i limiti previsti dalla normativa.

Il riferimento ai decreti sicurezza e alla revoca della cittadinanza

Nel suo intervento, Montanari ha ricostruito il percorso politico della proposta di revoca della cittadinanza, attribuendone l’origine alla destra radicale e richiamando poi i provvedimenti approvati durante il primo governo Giuseppe Conte, sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle.

“Chi per primo propose la revoca della cittadinanza fu Casapound, nel 2018 per la prima volta affaccia all’ordinamento italiano la proposta di togliere la cittadinanza. Diventa legge con il Conte 1, con i decreti sicurezza di Salvini, fino a 5 anni dall’ottenimento della cittadinanza. Il governo Meloni lo porta fino a 10 anni, questa cosa accomuna le destre e i territori limitrofi”.

Il tema è particolarmente delicato perché riguarda il rapporto tra sicurezza pubblica, cittadinanza acquisita e garanzie costituzionali. La disciplina sulla revoca è stata modificata negli anni e continua a essere richiamata nel confronto politico tra maggioranza e opposizione.

Le parole su Israele e sul governo Netanyahu

Nella seconda parte dell’intervento, Montanari ha spostato il ragionamento sulla politica estera e sul rapporto tra la destra italiana e il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. Il professore ha sostenuto che il sostegno politico a Israele non sia soltanto legato agli equilibri internazionali, ma anche a una visione ideologica.

Nel passaggio televisivo, Montanari ha richiamato anche Luciano Belli Paci, figlio di Liliana Segre, sostenendo che nel rapporto tra destra italiana e mondo ebraico ci sarebbe uno scambio politico e simbolico. Il riferimento è stato utilizzato per spiegare, secondo la sua interpretazione, il sostegno della destra al governo israeliano.

Il passaggio più netto è arrivato quando Montanari ha affermato: “Perché a questo governo e a questa destra piace tanto l’Israele di Netanyahu? Perché è uno Stato che pratica l’apartheid, in cui si hanno diritti diversi a seconda delle etnie, dell’appartenenza”.

La critica alla destra europea

Secondo Montanari, il modello politico attribuito al governo di Benjamin Netanyahu avrebbe elementi considerati compatibili con la visione delle destre europee più radicali. Il rettore ha collegato il tema dei diritti differenziati alla questione dei “nativi”, sostenendo che tale impostazione rappresenterebbe un riferimento per alcune forze politiche del continente.

L’intervento, pronunciato davanti a Corrado Formigli, ha unito quindi tre piani: cittadinanza, sicurezza e politica estera. Le dichiarazioni hanno avuto un tono fortemente critico verso Matteo Salvini, verso il governo guidato dalla Meloni e verso l’esecutivo israeliano di Netanyahu.

Published by
Claudia De Napoli

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