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Maldive, Carlo Sommacal resta a Genova: “Non avrei potuto dare una carezza alle bare”

Maldive, il rientro dei corpi di Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal precede le autopsie. A Genova l’attesa di Carlo Sommacal.

Maldive, il rientro in Italia e l’attesa a Genova

Carlo Sommacal è rimasto a Genova, nella casa di famiglia, accanto al figlio Matteo. Ha scelto di non raggiungere l’aeroporto per l’arrivo dei corpi della moglie Monica Montefalcone e della figlia Giorgia Sommacal, morte durante l’immersione nella grotta sommersa dell’atollo di Vaavu, alle Maldive.

La decisione è arrivata dopo le informazioni ricevute sulle procedure successive al rientro. Le salme, infatti, sarebbero state trasferite subito nella struttura dove sono previsti gli accertamenti medico-legali. “Sono rimasto a Genova, a casa con mio figlio, perché mi avevano preannunciato che non avrei potuto avvicinarmi alle bare. Neppure per una carezza. Mi hanno spiegato che sarebbero state subito portate all’istituto dove saranno svolte le autopsie”.

Per la famiglia, il rientro in Italia non coincide ancora con il momento del saluto. È prima di tutto un passaggio necessario all’inchiesta aperta per ricostruire la dinamica della tragedia subacquea.

Le parole di Carlo Sommacal dopo giorni di attesa

Negli ultimi giorni Carlo Sommacal ha seguito da Genova le comunicazioni legate al recupero e al rientro dei corpi. Sono stati giorni segnati da contatti con le autorità, verifiche, conferme e procedure di riconoscimento.

L’attesa è iniziata con le operazioni di soccorso, poi con quelle di recupero nella grotta, infine con l’organizzazione del rientro in Italia. “Sono molto stanco”, ha confidato Sommacal, descrivendo la condizione di una famiglia ancora sospesa tra dolore e adempimenti formali.

Il caso riguarda una spedizione subacquea finita in tragedia nell’atollo di Vaavu. In totale, secondo le ricostruzioni diffuse dalle autorità e dai media internazionali, sono morti cinque italiani: oltre a Monica Montefalcone e Giorgia Sommacal, anche Gianluca Benedetti, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino. Durante le operazioni di recupero è morto anche un militare maldiviano, Mohamed Mahudhee.

Il figlio Matteo e la vicinanza degli amici

In queste ore la famiglia è circondata da parenti e amici. Al centro delle attenzioni c’è Matteo Sommacal, che ha perso la madre e la sorella. Il padre ha raccontato il tentativo delle persone più vicine di non lasciarlo solo in un momento di grande fragilità.

“Matteo è molto provato. Ha perso la mamma e la sorella, che amava profondamente. Ieri la sua ragazza, per fargli sentire l’affetto di tutti, gli ha organizzato una cena a sorpresa con gli amici. Mi sono davvero commosso”.

Poi Sommacal ha aggiunto: “È stato anche un modo per stargli vicino, per non lasciarlo solo in queste ore”.

Il racconto familiare si intreccia con i tempi dell’inchiesta e con l’attesa degli accertamenti. Solo dopo le autopsie potranno essere definiti i successivi passaggi per il saluto alle vittime.

Le autopsie e l’inchiesta della procura di Roma

Il rientro dei feretri in Lombardia ha aperto la fase medico-legale. Secondo RaiNews, le salme dei quattro sub italiani sono arrivate a Malpensa e sono state trasferite all’obitorio dell’ospedale di Gallarate, struttura di riferimento per l’aeroporto. Le autopsie dovranno fornire elementi utili sulle cause della morte e sulla ricostruzione dell’incidente.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo che ipotizza il reato di omicidio colposo, al momento contro ignoti. Gli accertamenti dovranno chiarire le condizioni dell’immersione, la profondità raggiunta, la composizione del gruppo e le procedure seguite prima dell’ingresso nella grotta sommersa.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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