Calenda riempie Palazzo Moroni a Padova con Cruciani e detta la linea: no alla sinistra, dialogo con Forza Italia solo senza Vannacci.
Carlo Calenda sceglie Padova per ribadire la linea di Azione sulle alleanze e sul ruolo del centro. Davanti a circa quattrocento persone riunite a Palazzo Moroni, il senatore ed ex ministro ha presentato il suo libro Difendere la libertà. L’ora dell’Europa, affiancato da Giuseppe Cruciani, conduttore della Zanzara su Radio 24.
Il passaggio politico più netto riguarda il rapporto con la sinistra. Calenda lo ha detto senza giri di parole: “Con la sinistra non c’andrò mai”. Una frase che chiarisce il perimetro nazionale nel quale il leader di Azione intende muoversi, ma che non chiude automaticamente ogni scenario locale.
Sul caso Padova, infatti, la posizione resta più articolata. In vista delle comunali del 2027, Azione valuterà “programmi e candidati”, oltre al bilancio dell’amministrazione uscente. La linea, almeno per ora, è quella di non entrare in schemi già scritti.
Uno dei passaggi più osservati riguarda il rapporto con Forza Italia. A livello locale, i dirigenti di Azione hanno partecipato a iniziative con esponenti azzurri e Calenda non ha criticato quella scelta. “Hanno fatto bene”, ha detto, riferendosi alla presenza in piazza accanto ai berlusconiani.
L’eventuale alleanza, però, non viene data per scontata. “Dipende da Forza Italia: se si alleano con Vannacci, non ci sarà”, ha chiarito Calenda. Il riferimento a Roberto Vannacci segna quindi il confine politico entro cui Azione sarebbe disponibile a valutare un’intesa.
Il leader centrista rivendica una posizione autonoma: non organica al centrosinistra, ma neppure disponibile a un accordo con l’area più identitaria della destra. È su questo equilibrio che si giocherà anche la partita padovana.
La presenza di Giuseppe Cruciani ha dato all’incontro un tono meno tradizionale rispetto alle consuete presentazioni politiche. Il conduttore ha definito il percorso di Calenda “libertario”, riconoscendo però la distanza tra i due su diversi temi.
Calenda, a sua volta, ha spiegato il motivo della scelta: “In un Paese in cui il principale problema è la retorica, Giuseppe è un anticonformista vero”. Tra i due non sono mancati punti di frizione, dalla politica estera alla figura di Vannacci, fino al modo stesso di intendere la politica.
Il leader di Azione ha rivendicato un approccio fondato sul merito dei provvedimenti. “Sono l’unico che vota nel merito”, ha detto, richiamando una linea che considera alternativa alle appartenenze automatiche agli schieramenti.
La presentazione del libro ha portato al centro anche i temi europei. Per Calenda, il problema dell’Unione è l’assenza di una reale volontà politica degli Stati di costruire gli “Stati Uniti d’Europa”. Secondo il leader di Azione, in un quadro internazionale instabile, l’Unione europea è diventata una necessità strategica.
“L’Ucraina è l’esempio della forza morale che noi abbiamo perduto”, ha affermato. Quando Cruciani ha richiamato il malcontento di molti imprenditori per l’impossibilità di fare affari con la Russia, Calenda ha risposto in modo secco: “Chissenefrega”.
Il senatore ha poi contestato l’idea che la politica sia soltanto propaganda. Alla provocazione di Cruciani, secondo cui “tutti i politici sono venditori di cazzate”, Calenda ha replicato: “Quando la situazione si fa pericolosa, gli italiani smettono di seguire i cazzari”.
Sul piano locale, la presenza dei dirigenti padovani di Azione conferma che il partito guarda con attenzione alla prossima sfida amministrativa. In prima fila c’erano Carlo Pasqualetto, Bruno Cacciavillani, Margherita Cera e Ludovico Pizzo. Presente anche il vicesindaco dem Antonio Bressa.
Il rapporto con la maggioranza uscente guidata da Sergio Giordani resta da valutare. Negli ultimi anni Azione si è più volte distinta da Coalizione civica, e il mancato invito all’assemblea del movimento arancione non sembra aver creato problemi al leader centrista. “Meglio così”, ha tagliato corto Calenda.
La linea per il 2027 resta quindi aperta. “Faremo quello che abbiamo sempre fatto: valuteremo programmi, candidati e il consuntivo di governo. Siamo liberi, essendo un partito di centro, di verificare chi sia il migliore per gestire Padova”, ha spiegato.
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