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Parkinson, svolta a Napoli: tremori trattati senza bisturi al Policlinico Vanvitelli

Parkinson, Policlinico Vanvitelli di Napoli e terapia con ultrasuoni aprono una nuova alternativa contro i tremori senza intervento chirurgico.

Il paziente resta sveglio, indossa un caschetto e il tremore può ridursi in modo immediato, senza bisturi e senza incisioni. È la nuova frontiera terapeutica attivata al Policlinico Universitario Vanvitelli di Napoli, che si presenta come il primo ospedale del Sud Italia a offrire questa tecnologia per il trattamento di alcuni disturbi del movimento legati al Parkinson e al tremore essenziale.

Parkinson, la terapia senza bisturi che accende il caso al Vanvitelli

La novità riguarda un apparecchio ad alta precisione, descritto come un “caschetto” anti-tremore, in grado di indirizzare ultrasuoni focalizzati verso aree cerebrali molto piccole coinvolte nei disturbi del movimento. Il trattamento non prevede l’apertura del cranio e rappresenta per i pazienti selezionati un’alternativa alle procedure chirurgiche tradizionali.

Il Policlinico Universitario Vanvitelli di Napoli diventa così un centro di riferimento nel Mezzogiorno per una terapia che punta a ridurre una delle manifestazioni più invalidanti del Parkinson: il tremore. La disponibilità di questa tecnologia assume un rilievo pubblico anche per le possibili conseguenze sulla mobilità sanitaria, perché può consentire a molti pazienti del Sud di non spostarsi in altre regioni per accedere al trattamento.

Il rettore dell’Ateneo, Gianfranco Nicoletti, ha sottolineato il valore clinico della procedura: “Questo nuovo approccio terapeutico rappresenta un significativo miglioramento sia in termini di sicurezza e appropriatezza clinica sia in termini di qualità della vita dei pazienti”.

Il tema non è solo medico, ma anche organizzativo. L’introduzione dell’apparecchiatura rafforza il ruolo della sanità pubblica campana in un settore ad alta specializzazione, dove disponibilità tecnologica, ricerca universitaria e assistenza ai pazienti diventano elementi decisivi.

La svolta al Policlinico Vanvitelli e il nodo della migrazione sanitaria

A spiegare il percorso che ha portato all’acquisizione della tecnologia è stato Mario Iervolino, direttore generale dell’AOU Vanvitelli. L’apparecchiatura è stata ottenuta attraverso fondi regionali e con il coinvolgimento delle componenti aziendali e degli uffici regionali competenti.

Iervolino ha dichiarato: “Grazie all’acquisizione di questa apparecchiatura di assoluta rilevanza, resa possibile dall’impiego di fondi regionali e dal lavoro di tutte le componenti aziendali coinvolte in sinergia con gli uffici regionali competenti, la Campania si distingue come unica Regione del Mezzogiorno, e tra le poche a livello nazionale, in grado di offrire un trattamento dimostratosi efficace in tutti i pazienti selezionati. Tale risultato contribuisce a consolidare il ruolo del Policlinico Universitario sia come centro di riferimento per tantissimi cittadini della Regione, favorendo anche la riduzione del fenomeno della migrazione sanitaria, sia quale polo di eccellenza in cui si valorizza il legame inscindibile tra assistenza clinica e ricerca universitaria”.

Il passaggio è significativo perché lega la novità clinica a una questione più ampia: l’accesso alle cure avanzate nel Sud Italia. Quando tecnologie di questo tipo sono disponibili solo in poche strutture, i pazienti sono spesso costretti a spostarsi, con costi personali, familiari e sanitari elevati. L’arrivo della terapia al Policlinico Vanvitelli introduce invece una possibilità concreta per chi vive in Campania e nelle regioni vicine.

Ultrasuoni contro i tremori: risultati, reazioni e procedura

I primi risultati comunicati dal centro sono considerati incoraggianti. Su dieci pazienti trattati, quattro con Parkinson e sei con tremore essenziale, la riduzione del tremore è stata compresa dall’80 al 100%, con un solo caso in cui la risposta si è attestata tra il 40 e il 50%, comunque giudicata clinicamente rilevante.

Il professor Alessandro Tessitore, ordinario di Neurologia, direttore UOC Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “L. Vanvitelli” e presidente della Società Italiana di Parkinson Limpe-DisMov, ha spiegato: “Su dieci pazienti, quattro con Parkinson e sei con tremore essenziale, hanno recuperato l’autonomia funzionale perduta con effetto immediato e una riduzione del tremore dall’80 fino al 100%, tranne in un caso in cui la risposta terapeutica è stata del 40-50% ma comunque clinicamente rilevante”.

Il meccanismo della terapia si basa su ultrasuoni indirizzati con estrema precisione verso l’area cerebrale responsabile del tremore. Il Policlinico ha spiegato che la zona viene “bombardata” in modo mirato, fino a necrotizzare l’area coinvolta nel disturbo motorio. L’obiettivo è ottenere un effetto immediato e duraturo.

Il professor Manlio Barbarisi, associato di Neurochirurgia e membro del team multidisciplinare coinvolto nella procedura, ha chiarito un aspetto tecnico centrale: “L’azione è controlaterale, ciò significa che il “bombardamento” sull’emisfero cerebrale destro risolve il tremore a sinistra e viceversa”.

Lo stesso Barbarisi ha aggiunto: “la procedura dura in media dalle tre alle quattro ore e durante il trattamento il paziente è sveglio e vengono eseguiti controlli in tempo reale che permettono di evidenziare un beneficio motorio immediato”.

La terapia è destinata a pazienti selezionati e viene eseguita da un team multidisciplinare. Al Policlinico Universitario Vanvitelli di Napoli, i primi trattamenti hanno riguardato persone con Parkinson e tremore essenziale, con risultati già registrati sul recupero dell’autonomia funzionale e sulla riduzione del tremore.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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