Gianvito Pascullo è morto dopo due interventi alla tibia al San Paolo di Bari: indagini su farmaco sbagliato e richiesta di giustizia dei genitori oggi.
La morte di Gianvito Pascullo, il 17enne deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’ospedale San Paolo di Bari, resta al centro di un’inchiesta della Procura. Il ragazzo, originario di Palo del Colle, era stato ricoverato dopo un incidente in moto avvenuto nei giorni precedenti, nel quale aveva riportato una frattura scomposta della tibia.
Secondo quanto ricostruito finora, Gianvito Pascullo era stato sottoposto a due interventi ortopedici per la ricomposizione della frattura. Le operazioni, secondo i primi accertamenti riportati da RaiNews, sarebbero state eseguite correttamente. Dopo l’intervento, però, nella notte è sopraggiunto un arresto cardiaco.
Sul caso sono in corso accertamenti per chiarire cosa abbia provocato il decesso. Tra le ipotesi investigative c’è anche quella della somministrazione di un farmaco sbagliato, con verifiche legate a un possibile avvelenamento da cloruro di potassio. Si tratta di un’ipotesi al vaglio degli inquirenti, che dovrà essere confermata o esclusa dagli esami tecnici.
Gli accertamenti disposti dalla Procura di Bari puntano a ricostruire le ore successive agli interventi e a verificare se ci siano stati errori nella gestione farmacologica del paziente. Secondo le fonti investigative citate dalla stampa locale e nazionale, una delle piste riguarda un possibile scambio di farmaco in reparto.
L’autopsia, secondo quanto riportato da RaiNews, non avrebbe evidenziato la presenza di trombi o emboli. Per questo restano centrali gli esami tossicologici, considerati decisivi per individuare eventuali sostanze presenti nell’organismo del ragazzo al momento del malore.
Nel fascicolo risultano indagati medici e personale sanitario con l’ipotesi di omicidio colposo in ambito medico. Alcune fonti indicano otto persone iscritte nel registro degli indagati, tra medici e infermieri; altri aggiornamenti parlano di sette indagati. La definizione esatta del perimetro dell’inchiesta sarà chiarita dagli atti giudiziari.
I genitori di Gianvito Pascullo, Crescenza e Nicola, sono intervenuti durante la trasmissione “La vita in diretta” su Rai 1 per chiedere verità sulla morte del figlio. Hanno ripercorso l’incidente in moto, il ricovero, gli interventi alla tibia e la notte in cui le condizioni del ragazzo sono precipitate.
La madre Crescenza ha collegato il dolore della famiglia all’ipotesi investigativa del potassio: “In ortopedia il potassio non poteva stare, è un farmaco che dà la morte. Abbiamo fatto delle ricerche, negli Stati Uniti è un farmaco che viene dato per la pena di morte”.
Il padre Nicola ha aggiunto: “A nostro figlio è stata data la pena di morte. Questa cosa è inaccettabile”. Parole che arrivano mentre la famiglia attende gli esiti degli accertamenti tossicologici e chiede che vengano chiarite eventuali responsabilità.
La famiglia di Gianvito Pascullo continua a chiedere risposte su quanto avvenuto nel reparto dell’ospedale San Paolo di Bari. Il ragazzo, secondo il racconto dei genitori, stava affrontando un percorso clinico ritenuto ordinario dopo la frattura alla tibia e si preparava al rientro a casa.
La vicenda resta nella fase delle indagini preliminari. Nessuna responsabilità è stata accertata e le persone coinvolte potranno chiarire la propria posizione davanti agli inquirenti. Il punto centrale resta l’esito degli esami tossicologici, dai quali potranno arrivare elementi utili per stabilire se il decesso sia stato provocato da una reazione clinica imprevedibile, da un errore nella somministrazione dei farmaci o da altre cause.
Per i genitori e le sorelle, Marina e Nicole, l’attesa è legata alla ricostruzione degli ultimi momenti di vita del ragazzo. La Procura dovrà stabilire cosa sia accaduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile e se vi siano condotte penalmente rilevanti nella gestione del paziente.
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