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Lucy Driver morta a 57 anni, il marito Jason: “Pensava fosse indigestione, era cancro al pancreas”

Lucy Driver aveva attribuito alcuni disturbi all’indigestione, poi la diagnosi di cancro al pancreas. Il marito Jason Venkatasamy ha raccontato la malattia.

Lucy Driver e il cancro al pancreas dopo i primi disturbi

Lucy Driver pensava che quei fastidi fossero legati a una semplice indigestione. Disturbi lievi, non continui, che per anni non avevano fatto pensare a una malattia grave. Solo molto tempo dopo, secondo il racconto del marito Jason Venkatasamy, quei segnali sarebbero stati letti dentro un quadro clinico ben più serio.

La vicenda della Driver è stata ricostruita dal marito, che ha raccontato il percorso della moglie dalla prima diagnosi oncologica fino alla morte, avvenuta il 3 gennaio 2026. La donna aveva 57 anni.

Il primo momento decisivo risale al 2005. All’epoca Lucy Driver aveva 36 anni e aveva notato delle “perdite dal capezzolo”. Dopo gli accertamenti arrivò la diagnosi di tumore al seno. La donna fu sottoposta alla rimozione del seno sinistro e alla chemioterapia. Venkatasamy ha ricordato quella fase spiegando che “il recupero è stato piuttosto buono”. La remissione arrivò entro un anno.

Il nuovo malessere e la diagnosi nel 2022

Per oltre quindici anni, la Driver riprese la propria quotidianità, tra controlli e periodi senza particolari complicazioni cliniche. Restava però un disturbo ricorrente, che il marito ha descritto come una lieve indigestione che la donna “ha sempre avuto”.

Nel marzo 2022, quando aveva 54 anni, la situazione cambiò. Lucy Driver iniziò a evitare cibi acidi, accusò una forte fatica durante un’escursione e mostrò un peggioramento generale. In un primo momento si pensò a un problema digestivo comune. Gli esami del sangue portarono però a un ricovero urgente.

Fu in quel momento che arrivò la diagnosi di cancro al pancreas. Venkatasamy ha raccontato così la telefonata ricevuta dalla moglie: “Lucy mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Ho una notizia per te. È un cancro al pancreas’”. Poi ha aggiunto: “Quando ho chiuso la chiamata sono scoppiato a piangere sul treno. Sapevo che ci aspettava una battaglia durissima, anche se non conoscevo nulla di questa malattia”.

Le terapie, la ricaduta e le cure palliative

Dopo la diagnosi, la Driver affrontò chemioterapia e interventi chirurgici. Nel 2024 arrivò un periodo in cui il tumore sembrava essere stato superato. Il marito ha descritto quella fase con una frase netta: “Pensavamo di aver schivato un proiettile”.

La malattia, però, tornò e si estese anche al fegato. Lucy Driver si sottopose ad altri trattamenti, ma con il tempo le condizioni peggiorarono. Nel 2025 decise di interrompere le terapie attive e di passare alle cure palliative.

Il decesso arrivò il 3 gennaio 2026. Venkatasamy ha ricordato le ultime ore della moglie: “È stato uno shock, quella mattina è peggiorata molto velocemente”. Poi ha raccontato: “Era molto agitata nel letto, non riusciva a trovare una posizione. Sono andato a prenderle dell’acqua e quando sono tornato in stanza non c’era più”.

Published by
Emanuele Larocca

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